Da fardello a risorsa preziosa La rosa ampia un’arma in più

2 Marzo 2021

Finora sono 37 i giocatori schierati dal Pescara, secondo solo all’Ascoli con 40 Nella volata finale serve l’aiuto di tutti, con Ceter, Bocchetti e Balzano in primis

PESCARA . Da pesante fardello a risorsa preziosa? Gianluca Grassadonia se lo augura. Come i suoi predecessori, il nuovo allenatore del Pescara deve gestire una rosa extra-large, ma in questa fase l’elevato numero di soluzioni disponibili potrebbe rappresentare un vantaggio. Il tour de force della B, iniziato due giorni fa contro il Lecce, per il Delfino prosegue oggi al Tombolato di Cittadella, poi sabato di nuovo in campo all’Adriatico con la Spal dell’ex Pasquale Marino.
Sette giorni dopo (13 marzo) la sfida al Pordenone a Lignano Sabbiadoro, martedì 16 di nuovo in campo con l’Ascoli in casa, alle 21, prima del match in trasferta a Vicenza del 20 marzo. Cinque partite in 18 giorni nelle quali i biancazzurri dovranno racimolare il maggior numero di punti per tentare di mantenere la categoria. Ovviamente, Grassadonia dovrà avere la capacità di stimolare tutti i componenti e renderli partecipi di una missione complicatissima. Oggi tocca a Niccolò Giannetti e Fabio Maistro riprendersi il posto tra i titolari, sabato con la Spal potrebbe scoccare nuovamente l’ora di Salvatore Bocchetti, Nicola Rigoni e dell’acciaccato Damir Ceter (oggi indisponibile), senza trascurare i vari Antonio Balzano, Stephane Omeonga, Frederik Sorensen e via discorrendo. Dall’inizio della stagione il Pescara ha impiegato ben 37 elementi, solo l’Ascoli in serie B ne ha schierati di più (40), tuttavia, se in passato l’esagerato numero di calciatori presenti in organico si è rivelato un problema per il lavoro di Massimo Oddo e Roberto Breda, ora è necessario attingere dal nutrito parco giocatori per trovare le motivazioni in chiave salvezza. I biancazzurri dovranno restare uniti e remare verso la stessa direzione, i mugugni non saranno più tollerati e ognuno dovrà dare l’anima per raggiungere l’obiettivo: evitare l’onta di una retrocessione che avrebbe pesanti conseguenze.
Giovanni Tontodonati
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