Roseto

Da Fontecchio a Spagnolo: la parata di stelle a Roseto

31 Luglio 2026

I campioni della pallacanestro abruzzese all’evento del nuovo centro sportivo “Saisei”. Il talento pescarese parla di Nazionale: «La maglia azzurra è la seconda pelle»

ROSETO. A Roseto ieri sera si sono accesi i riflettori sul basket che conta. L’occasione è stata il galà di inaugurazione del nuovo centro “Saisei”, che ha portato un pezzo di NBA nel Lido delle Rose, trasformandolo per una sera nel punto d’incontro di alcune delle figure più prestigiose della pallacanestro italiana e internazionale. Un evento che è andato ben oltre la semplice apertura di un centro dedicato all’allenamento e al benessere, diventando un simbolo della straordinaria rete di relazioni costruita negli anni da Matteo Del Principio, preparatore fisico abruzzese di Atri. “Saisei”, parola giapponese che significa rinascita, rigenerazione e rinnovamento, è il progetto che Del Principio ha realizzato insieme all’architetto Monica Merlotti di Ota Studio: un luogo pensato per prendersi cura della persona a 360 gradi, unendo preparazione atletica, recupero fisico e ricerca della migliore condizione psicofisica.

Ma il vero valore aggiunto della serata è stato il prestigio degli ospiti, autentiche stelle della pallacanestro italiana e internazionale. Su tutti ha brillato Simone Fontecchio, oggi unico italiano in NBA. Il campione pescarese vestirà anche nella prossima stagione la maglia dei Miami Heat, una delle principali contender al titolo dopo un’estate che ha visto l’arrivo in Florida di campioni del calibro di Giannis Antetokounmpo.

Figlio dell’ex ostacolista azzurro Daniele Fontecchio e dell’ex cestista Malì Pomilio (che ha due Scudetti e due Coppe dei Campioni in bacheca), Simone ha raccontato il legame che lo unisce a Del Principio: «Ci conosciamo dal 2020, quando eravamo a Reggio Emilia. Da allora è diventato il mio punto di riferimento atletico e non solo, perché oggi c’è una solida amicizia che ci lega», ha spiegato il giocatore NBA. Sulla scelta di restare a Miami, accettando anche condizioni economiche meno vantaggiose pur di giocare in una squadra costruita per vincere il titolo, Fontecchio è stato altrettanto chiaro: «È la mia sfida: restare in NBA e incidere ancora di più, migliorando le mie capacità». E sulla Nazionale ha aggiunto: «La maglia azzurra è la mia seconda pelle. Non vedo l’ora di rispondere alla convocazione».

Sul palco anche il presidente della FIP Gianni Petrucci, che ha confermato il suo legame con Roseto: «Roseto è uno dei posti del mio cuore e sono felice che nasca qui un’eccellenza di questo livello». Guardando al futuro del basket italiano ha annunciato: «Dopo Ferragosto inizieremo a lavorare su una serie di riforme necessarie per mantenere il nostro movimento competitivo a livello internazionale».

Tra gli ospiti anche Peppe Poeta, fresco campione d’Italia da allenatore con l’Olimpia Milano, che ha ricordato con affetto i suoi anni a Teramo: «Tornare qui mi fa ripensare a una parte bellissima della mia vita. L’entusiasmo è il motore che fa rendere tutti al massimo, e questo l’ho imparato anche lavorando con Matteo Del Principio».

Molto applaudito anche Matteo Spagnolo, talento del Baskonia Vitoria e della Nazionale, che ha ricordato il suo scudetto Under 15 conquistato proprio a Roseto, città che continua a rappresentare una tappa significativa del suo percorso cestistico.

L’emozione più grande è stata però quella del padrone di casa: «Avere qui persone così importanti mi carica di responsabilità. Spero solo di essere all’altezza della fiducia che mi stanno dimostrando», ha detto Del Principio, con un pizzico di commozione. Roseto, ancora una volta, ha dimostrato che il basket non è soltanto uno sport. È una lingua comune capace di unire il Lido delle Rose ai grandi palcoscenici del mondo, confermando come questa piccola città adriatica continui ad avere un posto speciale nella geografia della pallacanestro italiana.

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