Da Morro d’Oro ai Giochi l’Abruzzo festeggia l’oro di Tamberi a Tokyo

2 Agosto 2021

MORRO D’ORO. L’anno scorso lasciò il gruppo sportivo delle Fiamme Gialle per ritornare, dopo dieci anni, nell’Atletica Vomano, la squadra di Morro d’Oro dove è cresciuto e si è lanciato verso grandi...

MORRO D’ORO. L’anno scorso lasciò il gruppo sportivo delle Fiamme Gialle per ritornare, dopo dieci anni, nell’Atletica Vomano, la squadra di Morro d’Oro dove è cresciuto e si è lanciato verso grandi traguardi. Il suo obiettivo era prepararsi al meglio e vincere una medaglia alle Olimpiadi, sogno sfumato nel 2016 a Rio per un grave infortunio. Missione compiuta. Ecco perché il successo di Gianmarco Tamberi, che ieri ha vinto la medaglia d’oro nel salto in alto ai Giochi di Tokyo, è un motivo d’orgoglio anche per l’Abruzzo dove l’atleta marchigiano delle Fiamme Oro è di casa. Fa festa l’Atletica Vomano, con la quale Gianmarco Tamberi ha avuto il tempo di vincere, lo scorso anno, il titolo italiano assoluto, a Padova, e di partecipare al Golden Gala. «È un’emozione fortissima per l’Abruzzo e per la nostra società», dice Gabriele Di Giuseppe, direttore tecnico dell’Atletica Vomano che racconta il legame tra Tamberi e la squadra teramana. «Gianmarco è arrivato all’Atletica Vomano a 17 anni», ricorda Di Giuseppe, «sulle orme del fratello Gianluca, primatista italiano del lancio al giavellotto. Gianmarco prima giocava a basket, poi con noi ha iniziato a fare atletica sul serio. Era un predestinato. A 18 anni ha vinto la prima medaglia ai campionati europei under 20 a Tallin con l’Atletica Vomano. L’anno successivo è passato nei professionisti con il gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, ma è sempre rimasto legato a noi ed è sempre stato presente con il logo dell’Atletica Vomano in occasione delle finali nazionali di serie A contribuendo alla conquista di podi e di uno storico scudetto».
In una delle finali di serie A, nel 2012, a Modena, Tamberi vinse la gara nei salti in alto. Lì Di Giuseppe capì che quel ragazzo che fino a qualche anno prima giocava a pallacanestro sarebbe arrivato lontano. «Quel giorno gli dissi: “Tu vincerai le Olimpiadi”, e gli consegnai una targa che conservo ancora oggi. L’oro a Tokyo lo ripaga di tanti sacrifici». Un campione dentro e fuori la pista. «È un ragazzo generoso e sensibile», racconta chi, come Di Giuseppe, lo ha visto crescere. «Tamberi è sempre stato in prima linea per temi importanti, come la lotta al razzismo e la difesa dell’ambiente, ed è sempre stato sensibile con i bambini». Ora Morro d’Oro aspetta il suo ritorno. «Ho già parlato col papà, Marco, che allena i ragazzi dell’Atletica Vomano per congratularmi con lui. Lo aspettiamo tutti in paese per festeggiarlo».
L’amministrazione comunale di Morro d’Oro sta pensando di dare la cittadinanza onoraria a Tamberi. Perché l’oro di Tokyo parte da lontano, dall’Abruzzo. La regione che lo ha cresciuto e lo ha portato a realizzare il suo sogno: vincere le Olimpiadi.
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