Da Paglieta alla Champions, Di Matteo fa 50 anni

29 Maggio 2020

L’allenatore nato in Svizzera da genitori frentani ha conquistato la prima Coppa del Chelsea nel 2012

LANCIANO. Andava pazzo per il biliardino e per la Coca Cola quando tornava a Paglieta in occasione delle feste e delle vacanze estive. Se lo ricordano ancora oggi il ragazzino figlio di emigranti in Svizzera, protagonista anche nel torneo dei bar che infiammava le estati del piccolo paese in provincia di Chieti. Oggi compie 50 anni l’uomo che tutti i tifosi del Chelsea porteranno nel cuore nel resto della loro vita, Roberto Di Matteo, nato in svizzera da genitori abruzzesi doc. Il papà Fiorindo, la mamma Gianna e la sorella maggiore Concetta vivono a Lanciano, Roberto è rimasto a Londra. Di Matteo ci mise pochissimo a conquistare i tifosi dei Blues . Anche da calciatore la parte migliore della sua carriera è stata a Stamford Bridge, con l’inizio in Svizzera a Sciaffusa, nel paese in cui è nato, all’età di 18 anni. Debutta con lo Zurigo nella massima serie per poi andare all’Aarau, dove vince il suo primo titolo nel 1993. Dopo aver iniziato in difesa, Di Matteo viene impiegato a centrocampo. Dino Zoff, allenatore della Lazio, lo porta a Roma. Debutta alla prima giornata contro il Lecce sostituendo Paul Gascoinge e da lì in poi non sarà più il sostituto di nessuno. L’esordio in nazionale arriva nel 1994, poi parteciperà agli Europei del 1996 e ai Mondiali in Francia del ’98, dove chiuse la sua esperienza con 34 presenze.
Il 1996 è l’ultima stagione alla Lazio prima di essere ceduto al Chelsea. A Londra tocca l’apice della sua carriera e mette in bacheca Coppa delle Coppe, Supercoppa europea, due FA Cup, una Supercoppa e una Coppa di Lega inglese. Il 28 settembre del 2000, a 30 anni, una triplice frattura lo obbliga a sottoporsi a un intervento chirurgico. Le operazioni diventarono più di una e il recupero non fu mai completo, cosa che lo spinse a dire addio al calcio a 31 anni. Di Matteo inizia nel 2008 la carriera da allenatore in terza divisione, al Milton Keynes. L’anno seguente passa al West Bromwich in Championship e centra la promozione in Premier. Nel 2010 l’esordio di fuoco proprio contro il suo Chelsea allenato da Ancelotti che gli infligge un netto 6-0. Viene esonerato a febbraio 2011 per colpa di un altro italiano, dopo il 3-0 subito dal Manchester City di Mancini e 26 punti in 25 gare. Qualche mese di pausa, poi torna a casa come secondo di Andrès Villas Boas al Chelsea. A marzo del 2012 il portoghese viene esonerato e Abramovich promuove Di Matteo che, dopo l’esordio con vittoria in Fa Cup e in campionato, fa bene anche in Champions debuttando nel ritorno degli ottavi di finale contro il Napoli a Londra, arrivando fino alla finale in casa del Bayern Monaco, vinta ai rigori dagli inglesi che portano a Londra la prima Champions nella storia del Chelsea.. L’anno successivo la magia però svanisce e Abramovich non ci pensa due volte a esonerarlo. Verrà chiamato dallo Schalke nell’ottobre del 2014: 6° posto in campionato e dimissioni. Poi il ritorno in Inghilterra all’Aston Villa in Championship, ma dopo 4 mesi viene cacciato con la squadra al 19° posto.