Da panchinaro a bomber, la rivincita di Mancuso

Nella Primavera del Milan era una riserva, invece i bianconeri Ganz e Beretta giocavano spesso
PESCARA. Le carriere dei calciatori spesso nascondono storie curiose. C’è chi, come Totò Schillaci arrivò alla Juve dal Messina (serie B), debuttò in A a 25 anni e un anno dopo si ritrovò capocannoniere dei Mondiali ’90. O un altro ex juventino, Moreno Torricelli che fino al 1992 faceva il falegname e giocava a pallone per hobby in D nella Caratese. Giovanni Trapattoni, allora tecnico bianconero, rimase impressionato durante un’amichevole e chiese alla dirigenza di acquistarlo. In sei anni Torricelli vinse tutto.
Nel mondo del pallone capita anche di vedere giovani che nel settore giovanile fanno fatica e poi si prendono la scena. È il caso di Leonardo Mancuso che domenica si troverà di fronte Simone Andrea Ganz e Giacomo Berettta, i due centravanti dell’Ascoli che erano con lui nella Primavera del Milan. Ganz e Beretta spesso titolari, Mancuso diviso tra panchina e tribuna. A distanza di otto anni, l’attaccante del Pescara è vice capocannoniere del campionato con 7 reti dopo i 9 centri della passata stagione e i 25 di quella precedente con la Samb. Una lunga gavetta e qualche delusione, ma alla fine Leonardo è esploso. Dallo scorso gennaio è stato acquistato dalla Juve, sempre pronta a controllare i talenti emergenti. Non si sa se un giorno giocherà almeno una volta con Cristiano Ronaldo. Certo è che il 26enne milanese si sta finalmente consacrando nel calcio che conta.
Al contrario, Beretta e Ganz finora non sono riusciti ad assestarsi su alti livelli. Il primo, quando giocava nella Primavera rossonera, era considerato l’erede di Christian Vieri. Grazie a Massimiliano Allegri, ex tecnico del Diavolo, debutta in A nel 2011 (Milan-Bologna) a soli 19 anni. Poi inizia a girovagare in prestito. Ascoli in B, Pavia e Lecce in C, di nuovo tra i cadetti con Pro Vercelli, Carpi, Entella e, l’anno scorso, Foggia, dove disputa un buon torneo (7 gol). Ora è dell’Ascoli, ma dopo 12 partite è ancora a secco di gol.
Ganz, invece, nel 2014 passa dal Milan al Como, dove si mette in luce segnando a raffica (31 reti in 77 gare) e nel 2016 firma un contratto quadriennale con la Juve. Poi il prestito al Verona, dove gioca poco anche se contribuisce con 4 gol alla promozione in A, e la cessione al Pescara per 1,5 milioni. Zdenek Zeman non lo schiera mai titolare e lo scorso gennaio il Delfino lo cede all’Ascoli per la stessa cifra. Finora 17 presenze e un solo gol. E domenica Ganz e Beretta sfideranno Mancuso, colui che una volta era la loro riserva. (g.t.)
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