Da “raccomandato” a star Donnarumma senior alla ribalta

29 Dicembre 2017

MILANO. Complice il fastidio all'inguine di Gianluigi Donnarumma, e la sospetta lesione al polpaccio di Marco Storari, probabilmente domani a Firenze fra i pali del Milan ci sarà ancora l'altro...

MILANO. Complice il fastidio all'inguine di Gianluigi Donnarumma, e la sospetta lesione al polpaccio di Marco Storari, probabilmente domani a Firenze fra i pali del Milan ci sarà ancora l'altro Donnarumma, il ventisettenne Antonio, reduce da un debutto indimenticabile che sa di rivincita. La sua fidanzata, Stefania De Val, per 120' ha vissuto emozioni forti (incluso l'autogol annullato dalla Var), «non il massimo al nono mese di gravidanza», e poi ha sfogato pensieri covati da mesi in casa, per le tante panchine, le critiche, le etichette di raccomandato o addirittura «parassita», aggettivo scelto un paio di settimane fa dalla curva Sud. «E finalmente li hai fatti stare zitti», ha scritto su Instagram la compagna, che entro un paio di settimane darà alla luce il figlio del portiere, una presenza in serie A con il Genoa (2013), tornato in estate al Milan (dove è cresciuto nelle giovanili) con un ingaggio da un milione a stagione, ottenuto contestualmente al tormentato rinnovo del fratello, e sostanzialmente coperto dalla qualificazione alla semifinale di coppa Italia, che vale 600 mila euro più metà dei due incassi contro la Lazio. «Ma», ha puntualizzato nella notte, prima di andare a cena con il fratello, 9 anni più giovane. «Gigio non ha mai detto “firmo se viene Antonio”, anzi mi diceva di accettare un club dove avrei potuto mostrare quanto ero forte». A luglio Antonio Donnarumma è stato presentato come il secondo portiere, ma Montella e Gattuso hanno ritenuto più affidabile Storari, 40 anni, in porta nell'unico turno di riposo concesso al titolare, l'ininfluente trasferta di Europa League col Rijeka. La chance di Donnarumma senior è arrivata nel derby, per il doppio ko. «Sono rimasto un po’ così. Poi mi sono detto: mi sono allenato tutta la settimana, divertiamoci. E mi sono divertito. Gigio, in panchina, era più nervoso di me», ha raccontato nella notte, prima di andare a cena con il fratello. «Io e lui ci siamo rimasti male per lo striscione “parassita”, ma siamo stati in silenzio, abbiamo lavorato con professionalità e sapevamo che sarebbero arrivati i risultati». E ora arriva un'altra chance.