Da Tontodonati a Ranalli: gol, storie e aneddoti

28 Novembre 2014

Pescara in vantaggio e imbattuto in casa, Lanciano spera nel bis di Vastola

LANCIANO. Il bilancio dei derby sorride al Pescara, che ha superato i frentani in otto delle venti partite giocate in campionato, dodici delle quali disputate dal 2001 in poi. Il distacco aumenta se si considera anche la Coppa Italia, perché la storia degli incontri ufficiali tra i rossoneri di Lanciano e i biancazzurri di Pescara comincia proprio da qui: è il 1940, le due squadre militano nel girone F di serie C, e a settembre si affrontano al Rampigna nel primo turno eliminatorio. Il Pescara prevale 3-0 e ad aprire le marcature è Mario Tontodonati, che segna così il primo gol in biancazzurro. E’ la stagione della prima storica promozione in B, e Tontodonati sarà il capocannoniere del raggruppamento. Ma nel girone d’andata anche Lanciano sgomita in testa alla classifica, tanto che alla settima giornata batte 1-0 il Pescara e lo aggancia in cima alla graduatoria. Al ritorno è tutta un’altra storia: il club rossonero, “falcidiato” dalle chiamate alle armi e quasi in smobilitazione, viene sepolto sotto un tennistico 6-0.

Gli anni Cinquanta. Le due squadre si ritrovano di fronte dopo una decina d’anni, nel campionato di Promozione, in pratica l’attuale serie D. Il Lanciano, al terzo anno nella categoria, lotta per la salvezza. Il Pescara, invece, è appena retrocesso dalla C e punta alla risalita: si affida all’allenatore-giocatore Luigi Del Grosso (nel 1953 ricoprirà lo stesso ruolo nella Virtus) e schiera Walter Pupillo, padre di Mario attuale sindaco di Lanciano, che passerà in rossonero nel 1955. La sfida è in programma all’ultima giornata: all’andata al Rampigna finisce 2-2 con i padroni di casa due volte in vantaggio, la seconda delle quali proprio grazie a Pupillo. Al ritorno spadroneggiano i biancazzurri, ma è una gara che interessa poco. Il verdetto che conta infatti arriva dalla Lega, che annulla la retrocessione del Chieti all’ultimo posto sancita per un presunto illecito sportivo: i neroverdi si riprendono la prima posizione e al Pescara sfugge la C, mentre la Virtus è condannata allo spareggio che, senza fortuna, disputerà a Pescara contro la Vastese.

Nel 1956-57 biancazzurri e frentani si ritrovano nella stessa categoria, che nel frattempo ha cambiato nome in Quarta serie. I pescaresi bissano il successo di cinque anni prima: finisce 0-2, e il raddoppio lo segna dal dischetto Tontodonati, tornato a chiudere la carriera in Abruzzo. Al ritorno, nella prima sfida tra i due club all’Adriatico, è pari.

Gli anni Settanta. Dopo quindici stagioni si torna a giocare per l’alta classifica come nel ’40. È la serie D 1972-73. La Virtus ha passato il testimone alla Pro Lanciano, risalita in D dal 1968; Il Pescara è appena retrocesso. I rossoneri del presidente Leonardo Petruzzi finiranno terzi dietro il Pescara di Tom Rosati e il Teramo. La gara d’andata va in scena al Cinque Pini, inaugurato quattro anni prima, e si vede il primo 0-0; al ritorno 2-1 per il Pescara con raddoppio di Edmondo Prosperi, che allenerà i frentani tra il 1989 e il 1991.

I due club si perdono di vista per trent’anni, anche se ci sono comunque diverse amichevoli. Da ricordare quella nella stagione 1986-87, quando il Lanciano di Carlo Florimbi, neopromosso in C2, si impone 2-1 sul Pescara di Galeone che centra la salvezza nella massima serie. A ricordi meno felici è legato un triangolare a Francavilla nel maggio del ’99: i rossoneri di Castori stanno volando in C2 e il Pescara di De Canio sfiora la A: la partita fa notizia per il grave infortunio patito da Angelo Terracenere per un intervento di Gianluca Colavitto.

Gli anni Duemila. Nel 2001 derby in C1: il Lanciano neopromosso affronta il Pescara a Castel di Sangro per i problemi legato all’adeguamento dello stadio appena intitolato a Guido Biondi. Ivan Tisci, che l’anno seguente si trasferirà a Lanciano, porta avanti i biancazzurri; poco dopo pareggia Cristian Ranalli. All’Adriatico è di nuovo Ranalli a segnare, stavolta su rigore, ma finisce 2-1 per i padroni di casa. È l’anno delle sei abruzzesi in C1, e le migliori sono proprio Pescara e Lanciano che giocano, senza fortuna, le semifinali dei play off. Tra l’altro in questa stagione il derby raddoppia, perché si disputa anche negli ottavi di Coppa Italia di C, e vanno avanti i biancazzurri. L’anno seguente Pescara centra l’obiettivo della promozione, e nella sua marcia verso la B all’andata liquida in casa i rossoneri 2-0. I frentani si prendono la rivincita al ritorno, perché dopo oltre sessant’anni battono i rivali in una gara ufficiale: è il giorno in cui viene inaugurata la nuova curva sud del Biondi, e decide Ferreira Pinto.

Dopo quattro stagioni di B, il Pescara retrocede e si ripropone il derby, che il calendario fissa all’ultima giornata: al Biondi un rigore di Bonvissuto pareggia il vantaggio dell’ex rossonero Micco, mentre al ritorno un netto 4-0 spazza via il Lanciano di Moriero, destinato a retrocedere ai play out.

Iniziano la gestione Maio e l’avventura della Virtus. E così nel 2008-2009 è ancora derby nella C1 ribattezzata Prima divisione. Stavolta sorridono i frentani, perché dopo il pareggio a occhiali all’Adriatico, al ritorno la Virtus di Dino Pagliari, che ha sostituito Eusebio Di Francesco, fa festa grazie a due ex biancazzurri: Ivan Tisci nel primo tempo e Carlo Mammarella, manco a dirlo su punizione, nel secondo. La Virtus stavolta si salva ai play out, che il Pescara sfiora d’un soffio.

Nel 2009-2010 si disputano gli ultimi derby di Lega Pro. L’avvincente 2-2 al Biondi viene chiuso dal pareggio di Gaetano Vastola, mentre al ritorno si registra un altro pari a reti bianche. Infine gli incontri della scorsa stagione, i primi in B: brutta partita e successo del Pescara a Lanciano con un rigore contestato, e pari avvincente sotto un’acquazzone all’Adriatico. I quattro punti negli scontri diretti però non sono bastati al Pescara per confermare lo scettro di regina d’Abruzzo: infatti nella scorsa stagione, dopo ben 40 anni, i biancazzurri non sono stati la prima squadra della regione nella gerarchia calcistica nazionale.

Andrea Rapino

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