Dal bar alla vetta della classifica, Di Serafino eroe della Virtus Teramo

Quando si dice andare sul sicuro... Dopo l'amara retrocessione dello scorso anno, la Virtus Teramo non si è fatta prendere dallo sconforto, e con un lavoro certosino è ripartita, dal campionato di...
Quando si dice andare sul sicuro... Dopo l'amara retrocessione dello scorso anno, la Virtus Teramo non si è fatta prendere dallo sconforto, e con un lavoro certosino è ripartita, dal campionato di Promozione, con un unico obiettivo nella testa: riconquistare la categoria persa qualche mese prima. Ed in effetti, a guardare i nomi dei componenti, la sua è una rosa che non sfigurerebbe affatto in Eccellenza. Eppure, complice anche lo splendido girone di andata del Pontevomano, la formazione del presidente Di Domenico si è ritrovata, a metà del proprio cammino, addirittura terza. Alle spalle non solo dei gialloneri di Nardini, ma anche del San Gregorio. Capace proprio all'ultima di andata di espugnare il campo di Cini e soci, scavalcandoli in classifica. Di qui la decisione di cambiare guida tecnica, affidando la panchina biancorossa al 48enne Pasqualino Di Serafino. Che dopo aver fatto, per lunghi anni, le fortune dell'Alba Adriatica, in Eccellenza, ed avendo alle spalle le esperienze con Sant'Omero (Promozione), Santegidiese (serie D) e Cologna Paese (Eccellenza), negli ultimi mesi si era dedicato a tempo pieno alla gestione del proprio bar di Sant'Omero, dov'è nato e vive con la famiglia. «Qualche abboccamento», ammette lo stesso Di Serafino, «c'è stato. Sia ad inizio stagione che durante, ma non avendo prodotto fatti concreti, quando a metà dicembre si è fatta avanti la Virtus Teramo, non ho detto di no». Scendendo di nuovo, dopo tanti anni, in Promozione... «Dove spero però di essere di passaggio», la sua pronta replica, «visto che la dirigenza è stata sin dall'inizio chiara con me: vuole a tutti i costi l'Eccellenza ed io cercherò di accontentarla, avendo ereditato dal mio predecessore una squadra in buone condizioni di salute e ricca di atleti di ottimo livello. Tant'è che, pur avendo firmato in piena sessione invernale di mercato, è arrivato un solo elemento (l'ex difensore albense Tarquini, ndc), in sostituzione di Micolucci, che era andato via». Fatto sta che nelle 11 gare disputate sotto la sua gestione, Di Serafino ha collezionato ben 27 punti (8 successi e 3 pareggi), tornando di nuovo saldamente in vetta al girone A. «Sono molto soddisfatto, ma la strada da fare è ancora lunga, senza contare che il Pontevomano, al momento indietro di 5 punti, deve comunque recuperare la gara interna col Morro d'Oro». Finale al foto-finish, quindi? «Potrebbe essere (il Luco, battuto proprio sabato, pare fuori causa, ndc), ma proveremo a chiuderla prima, pur sapendo che non sarà così semplice. E l'assenza per infortunio», conclude Di Serafino, una vita da calciatore spesa in serie C, tra Giulianova, Samb, Trapani, Avellino, Acireale, Andria, Fasano e Val di Sangro, «di Pigliacelli, ci priva di un attaccante che ci avrebbe fatto comodo, in questo finale di stagione...».
Stefano De Cristofaro
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