Dal calcio al futsal Ferraioli si gode la A con la Colormax

Dalle giovanili del San Nicolò allo Spezia, poi il sogno Teramo «Stavo per smettere, ma è cominciata un’altra carriera»
PESCARA. La forza della passione per inseguire un sogno e afferrare la gloria calcistica. E se si tratta di calcio a 5 poco importa, va bene lo stesso. Emanuele Ferraioli da pochi anni ha scoperto il futsal. Lui, teramano doc, è cresciuto nel San Nicolò, giocando il calcio a undici. Quello tradizionale. Ora è nella serie A di calcio a 5 dove veste la maglia della Colormax Pescara. In mezzo, emozioni e stati d’animo che disegnano le montagne russe, un’alternanza di speranze e delusioni. Sempre inseguendo un pallone. «Mi piace giocare», continua a ripetere il 25enne teramano che ogni giorno fa la spola tra i due capoluoghi di provincia per sentirsi realizzato, sportivamente parlando. Ma la breve carriera di Ferraioli vale la pena di essere rivissuta nel racconto di un ragazzo che adesso si sta riprendendo un colpo basso alle speranze di gloria.
Gli inizi. «Sono partito col San Nicolò, nel periodo in cui faceva la spola tra Eccellenza e serie D. Sempre giocato da mezzala. A 18 anni la prima illusione: vado a La Spezia dove faccio la Primavera. Bene, ma non benissimo, tanto che torno indietro. Navigo tra i dilettanti. San Nicolò, Montorio e Torrese. Poi, c’è la possibilità di andare al Teramo, in serie C. Due anni fa svolgo la preparazione agli ordini di mister Zauli. C’è l’opportunità di diventare professionista nel club della mia città. Sono eccitatissimo. Ma Teramo e San Nicolò non si mettono d’accordo per il cartellino e io resto con il cerino in mano». È qui che Emanuele Ferraioli pensa di smettere e di accantonare il sogno nel cassetto. Pensa al futuro, ma non vede il pallone, la sua passione. Tanto che comincia a dare una mano alla sorella che gestisce un bar a Torricella Sicura.
La svolta. Qualcuno gli suggerisce il calcio a 5. Sembra l’ammissione di una bocciatura delle proprie ambizioni. «Ero sfiduciato e ho accettato l’invito degli amici della Lisciani Teramo per disputare il campionato regionale di serie C1. Cercavo di dare sfogo alla mia delusione. E devo dire che l’impatto è stato buono. Mi sono trovato bene nel gruppo e, soprattutto, sul campo. E così un anno fa arriva la chiamata dell’Atletico Sambuceto che lottava per i primi posti».
L’escalation. Sono stati pochi mesi, ma intensi, vuoi perché ha conquistato la promozione in B e la coppa Italia vuoi perché ha conosciuto il tecnico Giuseppe Repetto. «Ha puntato su di me e mi ha aiutato a crescere. A Sambuceto sono entrato nella mentalità del calcio a 5. Ma a fine stagione la società non si è iscritta alla serie B…». E visto che non tutti i mali vengono per nuocere in estate si è materializzato il grande salto, dalla C1 alla serie A, intermezzato da un altro periodo di prova nel Teramo calcio del nuovo corso Iachini. «Mister Repetto ha suggerito il mio nome alla Colormax e mi sono ritrovato nella massima serie».
La combinazione. Il presidente Augusto Recchia conferma: «In estate abbiamo deciso di puntare sui giovani locali e, tra gli altri, ecco Ferraioli, la cui forza è devastante anche se deve essere disciplinata e abbinata alle esigenze del calcio a 5». Beh, l’impatto è stato traumatico. Lo riconosce lo stesso 25enne teramano, in possesso del diploma di Ragioneria e tifoso del Milan. «A livello tecnico la serie A non ti dà modo di pensare, è tutto molto veloce. Praticamente un’altra disciplina sportiva rispetto al calcio. Devi entrare in certi meccanismi e io ho cercato di apprendere, tanto che il minutaggio è aumentato nelle ultime partite dopo un periodo di rodaggio». E’ arrivato anche il primo gol in serie A, a Ostia. «Il mio obiettivo è quello di restare ad alti livelli e possibilmente di migliorarmi. Ogni giorno apprendo qualcosa di nuovo. La Nazionale? Magari, sarebbe un sogno. E un orgoglio mica da poco, visto che sono molto attaccato all’azzurro». A questo punto della carriera il calcio è finito nel dimenticatoio. Il futsal gli ha aperto nuovi orizzonti. «La forza della passione non mi ha mai abbandonato e alla lunga mi ha premiato. Mai mollare, mai lasciar perdere i propri sogni». E così con la Colormax potrebbero aprirsi anche le porte dei play off. «All’inizio abbiamo pagato dazio all’inesperienza, eravamo un gruppo nuovo infarcito di ragazzi che provenivano dalle categorie inferiori. Un po’ alla volta ci siamo assestati e ora ci siamo calati nel campionato sia a livello mentale che fisico».
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