Dal calcio un coro unanime «Esonerare Ranieri è folle»

25 Febbraio 2017

L’allenatore: «Il mio sogno è morto, la storia resta». Mou: «Intitolategli lo stadio» Il vice: «Lo spogliatoio non era contro Claudio». De Boer o Hiddink per il futuro

LONDRA. Un coro unanime di stupore e sdegno, la solidarietà dei colleghi allenatori, l'affetto social dei tifosi, le accuse della stampa a giocatori e società: il Leicester è solo e accerchiato dopo l'esonero di Claudio Ranieri. Che dal canto suo commenta così: «Ieri il mio sogno è morto, ma nessuno potrà mai cancellare quello che il Leicester ed io abbiamo raggiunto insieme». Dal sito della Fifa, che lo premiò a gennaio come miglior allenatore del 2016, a tutta la stampa europea è choc per il licenziamento dell'allenatore del sogno, un titolo vinto quando i bookmakers davano quel risultato 5000 a 1. Compatto il fronte degli allenatori, ex rivali e amici, soprattutto in Premier. «Dopo la Brexit e Trump, ora questa decisione che non capisco...», l'ironia di Jurgen Klopp, allenatore tedesco del Liverpool, mentre Mourinho si è presentato in conferenza stampa con le iniziali di Ranieri, CR, cucite sulla maglia. È partito proprio dall'ex nemico («zeru tituli», lo ribattezzò quando erano rivali in Italia) il fiume di proteste contro la decisione Leicester. Mourinho sul suo profilo Instagram ha pubblicato una foto che li ritrae abbracciati e sorridenti. La didascalia: «Campione d'Inghilterra e allenatore dell'anno Fifa. Licenziato. Questo è il nuovo calcio. Continua a sorridere, amico. Nessuno potrà mai cancellare la storia che hai scritto». Un sincero affetto ribadito quando ha incontrato la stampa: «Il mio è stato solo un piccolo omaggio a chi ha scritto la più bella pagina nella storia della Premier League - le parole di Mou -. Lui merita che lo stadio del Leicester venga ribattezzato in suo onore. Non penso che doveva fare di più perché nessuno potrà mai fare quello che ha fatto lui». Ma il portoghese non è stato l'unico. Una carrellata di dichiarazioni di stima professionale e amicizia, da David Moyes (manager del Sunderland) al giovane Eddie Howe (manager Bournemouth), fino ad Antonio Conte: «Sono molto triste, mi dispiace perché prima di tutto è un amico, un buon amico e un bravo manager». Quanto poi alla tesi dei media che siano stati i giocatori a volere l'esonero, l'ex ct è stato durissimo: «Se così fosse sarebbe una mancanza grave del club: i giocatori non hanno il potere di decidere il futuro dell'allenatore». Dall'Italia è giunta la solidarietà anche di Roberto Mancini, uno degli indiziati alla successione. L’ex allenatore dell’Inter però sembra lontano dall’accordo. Più probabile una soluzione olandese (De Boer o Hiddink), anche se il gruppo vorrebbe la promozione del vice di Ranieri, Shakespeare.