Dal campo dell’oratorio a CR7 Scotti: così ho fermato Ronaldo

26 Febbraio 2020

NOTARESCO. Dal campo della parrocchia alla sfida contro Cristiano Ronaldo. Dallo scudetto Primavera con la Lazio alla salvezza ottenuta con la Fermana nei play out contro il Chieti in quella che...

NOTARESCO. Dal campo della parrocchia alla sfida contro Cristiano Ronaldo. Dallo scudetto Primavera con la Lazio alla salvezza ottenuta con la Fermana nei play out contro il Chieti in quella che resta la partita più bella della sua carriera. Francesco Scotti, 37 anni, portiere del SN Notaresco, è cresciuto sui campi dell’oratorio con il San Giorgio Acilia ed è arrivato nel calcio che conta. Il portiere romano è tra i pochi al mondo ad aver fermato Cristiano Ronaldo. Giugno 2003, finale del torneo di Tolone. Scotti è il portiere dell’Italia under 20. Gli azzurri di Ruopolo, Cassani, Gastaldello e Cristiano Del Grosso affrontano il Portogallo di Cristiano Ronaldo. «Passammo in vantaggio con Ruopolo», ricorda Scotti, «il Portogallo rimase in 10, ma poi vennero espulsi Bovo e Gastaldello e in 9 subimmo la rimonta. Finì 3-1 per il Portogallo, ma Ronaldo non segnò. Sì, posso dire di aver fermato CR7, ma forse non prese mai la porta, ecco perché non fece gol», sorride il portiere rossoblù. «Lui era un ragazzino, ma già si percepiva il suo valore. Tutto il torneo era concentrato su Ronaldo, la gente veniva allo stadio solo per vedere lui. Era l’anno che lo United lo comprò dallo Sporting Lisbona». Scotti aveva 20 anni ed era un giocatore della Lazio. «Vincenzo Mirra mi portò alla Lazio a 16 anni. Chi l’avrebbe mai detto: io, tifoso della Roma, che vado alla Lazio». Con la maglia biancoceleste vinse lo scudetto Primavera con Alberto Bollini. Scotti è stato anche il terzo portiere della Lazio 2000-2001, dietro a Peruzzi e Marchegiani. «Era la Lazio di Salas, Veron, Nesta, Stankovic e Nedved», racconta Scotti. «Io non ho mai giocato in serie A, ma facevo parte della prima squadra e andavo in panchina. Il rimpianto è di non aver conservato nulla di quegli anni. Non ho maglie e cimeli a casa. Mi godevo l’euforia del momento e non pensavo a conservare qualcosa» La Lazio poi lo gira in prestito in B al Cittadella e lo vende a titolo definitivo alla Florentia Viola dove inizia un lungo percorso in C tra Montevarchi, Fermana, Ancona, Sansovino, Sangiovannese, San Marino, Rimini, Forlì e L’Aquila. «La partita più bella della mia carriera? Il play out di C1 con il Chieti giocato all’Angelini nel 2005. Parai un rigore a Guariniello e feci una partita mostruosa. Mia moglie conserva ancora oggi i giornali di quella partita. Ogni tanto riguardo i video su YouTube. Ancora più incredibile fu la gara di ritorno dove prendemmo gol al 90’ e ci salvammo al 96’ pareggiando 1-1. Sono emozioni che fai fatica a cancellare». Lo scorso dicembre Scotti ha lasciato il Rimini, dove ha collezionato oltre 250 presenze in 7 anni, e si è trasferito in Abruzzo. «Ho accettato Notaresco per vincere il campionato. Arrivare secondo sarebbe un grosso fallimento a livello personale. Siamo in calo tra episodi sfavorevoli e prestazioni non all’altezza. Dobbiamo resettare tutto a livello mentale. Mancano 9 giornate: ora inizia un mini campionato a quattro con Matelica, Campobasso e Recanatese. Dobbiamo crederci». (g.g.)
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