DAL MERCATO UN APPORTO INSUFFICIENTE

di ANTONIO DE LEONARDIS Febbraio, un mese decisamente nero. Nemmeno una vittoria, appena tre punti conquistati sui 12 disponibili, il terzo posto sì, ma non più con vista su una possibile promozione...
di ANTONIO DE LEONARDIS
Febbraio, un mese decisamente nero. Nemmeno una vittoria, appena tre punti conquistati sui 12 disponibili, il terzo posto sì, ma non più con vista su una possibile promozione diretta. Il Pescara ora è a 12 lunghezze dal Cagliari e a 10 dal Crotone, sente sul collo il fiato del Cesena che è quarto a meno 3 dai biancoazzurri, tra le aspiranti ai play off in decisa rimonta pure lo Spezia, oltre che la sorpresa Entella e il poco convincente Novara.
Quattro giornate da incubo caratterizzate da una notevole dose di sfortuna (soprattutto nella sfida-beffa contro la capolista), ma anche da errori e cali di tensione che da tempo non sembravano più appartenere alla formazione di Oddo. Con l'Ascoli l'ultimo atto. Un disastro il primo tempo, per un approccio alla gara decisamente sbagliato, oltre che del tutto inatteso dopo l'eccezionale prestazione offerta sette giorni prima in Sardegna. Contro un avversario rintanato fin dalle battute iniziali nella propria metà campo, i biancazzurri sembravano impacciati e incapaci di mettere in campo il loro notevole potenziale offensivo fatto di tecnica e velocità di manovra. Mai visti tanti passaggi indietro al portiere, su uno di questi c'è scappata la frittata con il disimpegno sbagliato di Fiorillo e il gol di Jankto che ha indirizzato la gara su binari che potevano portare dritti dritti alla disfatta.
Tutta un'altra storia nella ripresa quando Oddo ha ritoccato la formazione di partenza, rinunciando all'evanescente Pasquato e all'insicuro Coda e buttando nella mischia, oltre a Mitrita e Fornasier, anche il baby Cappelluzzo che il tecnico aveva portato in panchina al posto di Cocco.
Un altro Pescara, o meglio, quello di sempre, aggressivo, capace di mettere in campo tutta la sua qualità, pronto a giocarsi la gara senza le paure e le incertezze che avevano caratterizzato la sua prestazione d'avvio. Ha segnato Lapadula, al solito, ha firmato il momentaneo sorpasso proprio Cappelluzzo, si è stampata sulla traversa l'ultima occasione per vincere (meritatamente) la gara con Zampano. Resta il bicchiere mezzo pieno che consente comunque alla squadra di mantenere le sue giustificate ambizioni, per riempirlo occorre anche che chi è arrivato col mercato di gennaio riesca a garantire un apporto più convincente. A parte Mazzotta, che certo ha permesso di far fronte senza troppi assilli all'assenza di Crescenzi, ci si aspetta che Pasquato torni ai livelli della passata stagione e, soprattutto, che Coda ritrovi in fretta condizione fisica e mentale. Il giocatore non si discute (per lui parla una carriera di indubbio spessore), al momento non sembra in grado di garantire quella dose di esperienza e personalità che la squadra ha perso con il forfait di Campagnaro, assente, guarda caso, nelle quattro partite di questo nero febbraio…
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