Dal Parma al Chieti: ecco Placidi, il portiere che non molla mai

CHIETI. Milletrecento e ottantadue operazioni di mercato in sette anni di era Ghirardi. Il Parma pescava ovunque: 712 movimenti in uscita, 670 in entrata. La società crociata aveva tesserato anche...
CHIETI. Milletrecento e ottantadue operazioni di mercato in sette anni di era Ghirardi. Il Parma pescava ovunque: 712 movimenti in uscita, 670 in entrata. La società crociata aveva tesserato anche Mattia Raul Placidi (nella foto), portiere classe 1995 che oggi difende la porta del Chieti. Al giocatore un contratto biennale, al Monterotondo Lupa (società proprietaria del cartellino) una cifra intorno ai 60mila euro. Le premesse sono buone: Placidi, con la maglia laziale, oltre a vincere il campionato di Eccellenza, è anche il portiere meno battuto in Italia della categoria con appena 16 gol subìti in 32 partite. Il ds del Parma Pietro Leonardi fiuta l’affare e lo aggrega subito alla Primavera. Placidi si allena a Collecchio con José Mauri e Alberto Cerri e si gioca il posto da titolare. «A Parma mi sono trovato bene», racconta il numero uno del Chieti, «c’era una grande organizzazione e uno staff tecnico preparato. Avevo 18 anni e per me era una grande opportunità. Non avrei mai potuto immaginare che due anni dopo il Parma sarebbe fallito». L’esperienza in gialloblù finisce subito. Placidi si fa male al ginocchio e la società decide di mandarlo in prestito in serie D. Addio Primavera, il portiere romano si accasa alla Maccarese Giada. E anche qui è protagonista. Dopo un anno, torna al Parma. Ma per lui non c’è più spazio. In estate parte in ritiro con il Gualdo, poi arriva la chiamata del Chieti che tra i pali vuole mettere l’under. Placidi arriva in neroverde in prestito. La prima da titolare, in Coppa Italia con l’Amiternina, è da dimenticare: il portiere del Parma non sembra pronto. «Ero appena arrivato, avevo fatto solo pochi allenamenti con la squadra, ma il mister mi diede fiducia e mi fece giocare subito». Quella maledetta partita gli fa perdere il posto (e la fiducia). In campionato, Ronci gli preferisce Schina. Ma il portiere campano non dà sicurezza, il suo rendimento è altalenante: con la Civitanovese si supera, ma gli errori di Campobasso e con il San Nicolò pesano. Il 9 novembre, con la Vis Pesaro, ecco la svolta: fuori Schina, dentro Placidi. L’estremo difensore romano impiega poco tempo per stravolgere le gerarchie e (ri)prendersi la maglia da titolare. E a dicembre Schina, ormai chiuso dal compagno, si trasferisce alla Cavese. «Mi sono sempre allenato per farmi trovare pronto», spiega Placidi, «all’inizio sono stato anche sfortunato perché mi sono stirato al flessore e sono rimasto fuori parecchio tempo. Non ho mai mollato e oggi sono felice e mi godo il momento positivo della squadra». Da quella partita con la Vis Pesaro, Placidi ha sempre giocato e spesso è stato decisivo. Ora non ci sono più dubbi: è lui il numero uno del Chieti.
Giammarco Giardini
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