Dall’Abruzzo alle Maldive: «Qui farò la nazionale»

Accordo tra la federazione estera e Andrea Candeloro, ds del Prato (serie B) «Amo questo lavoro, l’unico rimpianto non poter operare nella mia regione»
PESCARA. L’ultimo incarico - coordinatore internazionale per la federazione di calcio a 5 delle Maldive - è di quelli che accendono i sogni di chiunque. Ma Andrea Candeloro sul futsal ha investito la sua vita. Prima come giocatore e ora come dirigente. Un tempo portiere, oggi direttore sportivo del Prato, in serie B. È un pescarese doc con radicamento anche a Francavilla e Montesilvano, ma grazie al calcio a 5 ha girato l’Italia e il mondo.
A quasi 33 anni ha un unico rimpianto - «mi dispiace non essere mai riuscito a lavorare nel mio Abruzzo», dice con un pizzico di amarezza - per il resto è proiettato verso nuove conoscenze.
La missione. Ha avuto diverse collaborazioni con federazioni estere (dalla Spagna all’Inghilterra, passando per Malta) fino alla firma del contratto con la Golden Futsal Association, la federazione di futsal delle Maldive. «In pratica», racconta Andrea Candeloro, «io cercavo una nuova esperienza e loro erano a caccia di un dirigente che potesse svolgere quello che è il mio lavoro. Si sono sposate due esigenze». Ovvero? «Sono il coordinatore delle nazionali. La prima cosa da fare è costruire una nazionale, realizzando una struttura logistica e organizzativa. C’è un campionato con circa 70 squadre; un torneo prima per atolli (26) e poi per zone. Infine la finale a Malè, la capitale di uno Stato che nel 2017 contava 436mila abitanti. La mia idea è quella di portare un allenatore italiano che possa insegnare qualcosa più che altro sul piano tattico. E da quello che mi è stato detto c’è anche una richiesta di arbitri, visto che loro adattano quelli del calcio». È bastato spargere la voce del nuovo incarico che sono piovute tante telefonate di chi si offre per lavorare alle Maldive, il sogno di chi ama andare in vacanza all’estero, ma nel caso di Candeloro l’interesse è sportivo. «Ogni isola ha almeno un campo da calcio a 5, la nostra è una disciplina molto popolare alle Maldive. E c’è un buon livello fisico e tecnico. Forse manca la tattica, da qui la necessità di portare allenatori che possano insegnare qualcosa di nuovo».
Parallelamente al lavoro all’estero ce n’è un altro dentro i confini visto che Candeloro è il direttore sportivo del Prato in serie B. «Puntiamo a salire in A2».
I trascorsi. Con il calcio a 5 ha iniziato ai tempi della Fas Pescara di mister Andrea Valente, poi, da portiere, ha vestito più casacche, girando tanti posti: da Roma a Quartu Sant’Elena, passando per l’Arzignano. «Ovunque avevo un chiodo fisso: diventare un dirigente. Amo il lavoro di direttore sportivo, probabilmente una declinazione di quello che era il mio lavoro di direttore commerciale di aziende private». Fino alla stagione 2010-2011 ha giocato. Poi, la decisione di iniziare il percorso dietro la scrivania con un paio di parentesi (ha giocato in Svizzera con Lugano e Zurigo). «Ho iniziato a 24 anni - probabilmente il ds più giovane all’epoca - nella Civis Colleferro, in serie B, con una squadra protagonista sia in coppa che nei play off. Poi, Viterbo. Ho collaborato con il Loreto di Antonio Delle Monache quando era in A2. Ho messo insieme una nazionale di mini football (si gioca in sei su un campo di poco più grande del calcio a 5). Tra l’altro, sono stato inserito, come ds, nel videogioco Football Manager. E nell’estate del 2018 sono arrivato a Prato, all’epoca eravamo in A2 laddove contiamo di tornare al più presto».
Giovane e motivato. «Svolgo un lavoro che mi piace. E che desideravo fare sin da quando ho iniziato a giocare. Anche quando andavo in campo avevo una visione da dirigente. Tutto questo mi ha aiutato e quando ho capito che le prospettive non erano eccelse mi è venuto naturale abbracciare questo nuovo lavoro». A cui si è dedicato anime e corpo. «Giro tanto per vedere giocatori e intessere nuovi rapporti, anche all’estero». Con il rimpianto di non essere mai stato profeta in patria, ovvero in Abruzzo.
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