Dall’Armani a Ravenna, Cancellieri torna in A2

L’allenatore teramano dopo tanti anni da vice nella blasonata Olimpia Milano si rimette in gioco in Romagna: «Devo tutto a Gramenzi. Roseto squadra temibile»
ROSETO . Mancano solo pochi giorni all’inizio del torneo di A2, in cui oltre alla Sapori Veri Roseto ci saranno anche altri pezzi importanti dell’Abruzzo basket. Tre infatti, saranno gli abruzzesi seduti in panchina: Gramenzi a Latina, Di Paolantonio ad Imola e Massimo Cancellieri a Ravenna, squadra che milita nel girone Est insieme agli Sharks. Cancellieri ricorda col sorriso quegli inizi tutti e tre insieme a Teramo: «Fu una parte importantissima della mia formazione: quando Gramenzi mi chiamò accettai subito. Sarò retorico, ma conquistare la promozione in serie A con la squadra della propria città ha un sapore diverso, che resta impresso nella memoria, perché vinci anche per tutte le persone che ti sono care». Fu Gramenzi ad avere la visione giusta su come impostare un lavoro poi rivelatosi vincente: «Se non fosse stato per lui, la mia storia professionale forse non sarebbe nemmeno iniziata. A quei tempi avevo tutt'altre idee, ma fu talmente caparbio che mi ritrovai iscritto al corso allenatori di base: forse avevo bisogno di quella spinta iniziale, perché in realtà già dai tempi in cui lui allenava a Campli in serie B2, spesso andavo a casa sua per vedere le partite insieme. E nell'esperienza dietro lui a Teramo mi ha insegnato tanto, soprattutto a come essere allenatore come persona».
Nel giugno scorso Cancellieri ha firmato da capo allenatore a Ravenna, dopo 6 anni da vice all’Armani Milano, la squadra più importante d’Italia: «La mia carriera in effetti è un po’ particolare» racconta l’allenatore teramano, «perché ho fatto sempre un po’ di andirivieni tra i ruoli di capo allenatore e l’assistentato: ma è stata una mia scelta, fatta quando sentivo la necessita di tornare ad imparare».
Dopo Teramo, il 47enne Cancellieri si mise così dietro coach Calvani a Montecatini, club che poi lo lanciò pure come head coach (con Mario Boni in campo); da lì un biennale a Biella ancora da vice prima di tornar a fare il capo allenatore a Veroli (vincendo pure una Coppa Italia di Legadue), tornando poi dai biellesi per un triennio da head coach. Infine, nel 2013, la chiamata di Milano che lo mette dietro allenatori come Luca Banchi, Jasmin Repesa e Simone Pianigiani, storia che si chiude con 3 scudetti, 2 coppe Italia e 3 Supercoppe: «Esperienza fantastica sotto tutti i punti di vista, ma dopo sentivo l’esigenza di sfruttare quel nuovo bagaglio tecnico». Approdando così a Ravenna, team oggi ben considerato nei vari ranking: «Abbiamo inserito americani molto buoni in un gruppo solido di italiani: con questo mix di esperienza, talento e freschezza atletica potremo lavorare bene, e penso anche con grande soddisfazione». La loro sorpresa potrebbe essere Jurkataam, ala estone ma di formazione italiana: «È un classe 2000 molto interessante che ha margini di miglioramento clamorosi pur sapendo fare già tante cose, mi sembra attrezzato per fare cose importanti», racconta Cancellieri che conclude dando un sintetico giudizio sugli Sharks: «Li ho visti giocare solo al Torneo di Cervia contro la Fortitudo: mi sono sembrati una squadra determinata, con grande atletismo e coraggio, ed un talento sia fisico che tecnico ben distribuito. Assolutamente da non sottovalutare».
Marco Rapone
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