Dall’inferno al paradiso: l’ex ultrà fa sognare Chieti

A luglio il rischio di non iscriversi alla serie D, poi arriva la multinazionale Virgo L’uomo della provvidenza è Altair D’Arcangelo: dalla curva Volpi al business
CHIETI. Il calcio a Chieti rischiava di sparire fino a due mesi fa. Ora è a una svolta epocale. C’è una nuova proprietà, la Virgo, tra le più solide che i neroverdi abbiano mai avuto in 102 anni di storia. Iniziative rivoluzionarie, una visione lungimirante, obiettivi ambiziosi e investimenti importanti non solo sul calcio ma anche sulla città. L’uomo che fa sognare Chieti è Altair D’Arcangelo, il re dei cosmetici col cuore neroverde. C’è già chi lo paragona ai miti del passato Guido Angelini e Mario Mancaniello, i presidenti che scrissero le pagine più belle del calcio teatino. Altair è l’ideatore e fondatore di Virgo Cosmetics, brand di punta nel settore del make-up presente in 32 Paesi di tutto il mondo. Vive in Svizzera, ma viene da Brecciarola, frazione di Chieti, salita alla ribalta nazionale non solo per essere la casa di Giulio Ciccone ma anche per i grandi eventi organizzati dalla Virgo a fine estate con la presenza di numerosi vip. Altair è un tifoso neroverde. Seguiva le partite in curva Volpi.
Insieme a Gianni Di Labio, anche lui di Brecciarola ed ex consigliere e assessore comunale, ha deciso di rilanciare il calcio a Chieti. Il presidente della società è Di Labio, ma la mente del progetto è Altair. L’imprenditore teatino appare come un visionario. Sta rivoluzionando il modo di fare calcio. Per lui lo sport è il veicolo per promuovere i valori dell’inclusività, del rispetto e della coesione sociale. Due esempi su tutti: la scelta di mettere sulla maglia neroverde una striscia verticale con i colori dell’arcobaleno, simbolo del movimento LGBT, e l’iniziativa di garantire l’ingresso gratuito alle donne e agli under 16 per riportare le famiglie allo stadio. Obiettivo già centrato calcolando la media di 3mila spettatori all’Angelini.
Dal baratro al sogno. In Altair e in Virgo oggi sono riposti i sogni di gloria del Chieti che punta a tornare nei professionisti. Ma non va dimenticato chi c’era prima e ha salvato la società. Fino alle 13,57 del 22 luglio, tre minuti prima del termine ultimo per l'iscrizione, il Chieti era più morto che vivo. Il braccio di ferro con l’ex attaccante neroverde Ardemagni, che non ha fatto sconti sui pagamenti degli stipendi arretrati, ha fatto temere il peggio. «La percentuale di iscriverci era pari al 2%», dirà, dopo aver scampato il pericolo, Daniele Ferro, il giovane imprenditore campano che insieme a Nicola Di Matteo è arrivato in soccorso del patron Ettore Serra per pagare gli arretrati ed evitare che il calcio teatino ripartisse dalla Prima categoria. Solo il 25 luglio il Chieti ha avuto la certezza di partecipare alla serie D. I primi di agosto la squadra è partita (in netto ritardo) per il ritiro di Chianciano Terme tra lo scetticismo generale e tante difficoltà.
La manna dal cielo. L’arrivo di Virgo ha ribaltato la situazione. La svolta societaria è arrivata in una notte di fine estate all’Arena di Verona durante l’evento Power Hits Estate, di cui Virgo era main sponsor. Lì è stata poggiata la pietra di una nuova era. La Virgo è entrata prima con il 70% e pochi giorni fa ha rilevato l’85% delle quote dopo l’uscita di Ferro. Il 15% è rimasto nelle mani di Serra. In pochi a Chieti conoscevano l’esistenza di Virgo. Alle spalle della holding c’è la Wip Finance Sa, società svizzera di gestione patrimoniale e sottoscrittrice del fondo Azimut Raif Virgo, una galassia di tante società, tra cui la più importante è appunto la Virgo Cosmetics di Altair. Gli investimenti nel Chieti sono imponenti. La Wip Finance ha deliberato un aumento di capitale di due milioni di euro da sottoscrivere entro il 30 novembre 2024.
Tra realtà e fantacalcio. La nuova proprietà ha investito sul mercato degli svincolati per provare a vincere subito il campionato di serie D. Il primo acquisto è stato Godfred Donsah, ex centrocampista di Bologna e Cagliari. È arrivato anche Andrija Balic, un altro che ha giocato in serie A all’Udinese. Gli altri colpi sono Ceccarelli e Sini, giocatori che hanno sempre giocato nei professionisti. Il grande sogno è stato Francesco Caputo, ma l’ex bomber di Sassuolo ed Empoli non ha accettato di scendere nei dilettanti. L’euforia dei tifosi ha raggiunto livelli talmente alti che è stato valicato anche il confine tra realtà e fantascienza con nomi impossibili come Mario Balotelli. Una fake news, ovviamente. Ma succede anche questo in una città in preda al delirio.
Le maglie arcobaleno. Il Chieti targato Virgo è una società rivoluzionaria che guarda oltre il risultato sportivo e lancia messaggi forti e universali. Come quello di colorare le maglie con l’arcobaleno. Una scelta coraggiosa che ha diviso la tifoseria: ci sono quelli che considerano la maglia neroverde sacra e intoccabile, chi invece ha una mentalità più aperta ed è entusiasta che il Chieti possa veicolare messaggi di accoglienza, solidarietà, rispetto e lotta contro ogni forma di discriminazione. Altair, infastidito da alcuni commenti negativi sui social, rivendica la sua scelta: «La bandiera dell’arcobaleno sulle maglie del Chieti è molto più di un simbolo della battaglia LGBT», dice il patron. «Quei colori sono per tutti e tutte. Non sono lì solo per una comunità, ma per rappresentare chiunque sia stato giudicato, escluso o emarginato per qualsiasi motivo. Il rosso, il giallo, il verde, il blu e tutti gli altri colori sono un segno di inclusione universale. Quella bandiera è per chi ha un passato difficile, per chi lotta ogni giorno per arrivare a fine mese, per chi viene messo da parte perché ha un aspetto che non rientra negli standard, per chi viene chiamato ignorante solo perché non ha avuto le stesse opportunità. È per chi è stato etichettato come delinquente per un errore commesso e non riesce più a liberarsi di quel marchio, per chi è deriso perché considerato troppo grasso, troppo magro o diverso». È chiaro il messaggio di Virgo: costruire ponti e non barriere. L’inclusività è la base su cui si regge tutto il progetto. «Quei simboli rappresentano il nostro impegno per tutti e tutte, senza eccezioni. L’arcobaleno sulla maglia del Chieti è un messaggio forte: sotto i colori neroverdi nessuno deve sentirsi escluso, nessuno deve essere lasciato indietro. Quindi, che sia per le persone LGBTQIA+, per chi proviene dalla periferia o per chiunque venga giudicato per ciò che è, quella bandiera dice una cosa sola: qui il Chieti difende tutti e tutte. Dopodiché, se questo messaggio viene ritenuto sbagliato o divisivo, allora non è casa mia ed è chiaro che troveremo un altro posto dove portare avanti i nostri valori».
Niente sponsor. L’altra iniziativa clamorosa è quella di togliere tutti gli sponsor sulla maglia e allo stadio. Una scelta con pochi precedenti. Ricorda un po’ il Barcellona che ai tempi di Messi giocava con il logo Unicef stampato sulla casacca. Su quella del Chieti c’è la scritta Respect, simbolo della campagna di sensibilizzazione della Uefa. «Questa scelta riflette la volontà di valorizzare il brand Chieti», spiega il presidente Di Labio, «un simbolo che rappresenta molto più di una squadra di calcio, incarnando la storia e i valori della nostra città e della sua gente».
Gli investimenti. «Virgo vuole aiutare la città a rinascere», aggiunge Di Labio, «per questo investirà non solo sul calcio». È in cantiere l’apertura di un’azienda nella zona industriale dello Scalo che darà centinaia di posti di lavoro. Virgo, inoltre, ha aperto un canale di collaborazione con l’università d’Annunzio per la realizzazione di un centro sportivo all’ex Ciapi e ha già acquisito un immobile nei pressi dello stadio Angelini per realizzare Teti, la nuova casa del Chieti che ospiterà i giocatori e avrà ambulatori di fisioterapia per il recupero dagli infortuni. Nel sociale, la holding ha dato la disponibilità a venire incontro alle famiglie teatine, proponendo una riduzione di un euro sul costo delle tariffe delle mense scolastiche. In città si vocifera che Virgo scenderà in campo alle prossime elezioni comunali del 2025 con un suo candidato sindaco. Ma questa è un’altra storia. Ai tifosi interessano le sorti del Chieti. Dove potrà arrivare questa società lo dirà il tempo. Di certo la nuova proprietà sta gettando le basi per riportare il Chieti ai fasti di un tempo. E lo vuole fare con una gestione diversa, unica. Che va oltre lo sport.
Giammarco Giardini
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