Dalla caduta emerge Aru in maglia rosa

A 3,2 km dall’arrivo parapiglia in gruppo. Il sardo riesce a tenere la ruota dei velocisti, Contador perde 40”. Tappa a Modolo
INVIATO A JESOLO. Pazzo Giro d’Italia. Nella giornata che non t’aspetti, alla vigilia della tappa che tutti aspettano, la classifica si ribalta. Per una caduta. Jesolo è alle porte, il gruppo vola per lo sprint. Ma piove e ai -3,2 km (duecento metri prima della neutralizzazione che avrebbe risolto tutto) ecco la caduta. Vola a terra Eugenio Alafaci (Trek). Sta tirando la volata a Giacomo Nizzolo. Il gruppo si frantuma. Fabio Aru evita il groviglio di bici, rallenta, poi va a tutta fino al traguardo. Davanti Sacha Modolo (Lampre) regola in volata Giacomo Nizzolo ed Elia Viviani (Sky). Per il veneto è la prima volta al Giro, ma il suo successo passerà in secondo piano nel giro di pochi secondi.
Sì, perché nel gruppetto di Aru non c’è la maglia rosa Alberto Contador (Tinkoff). Lo spagnolo è finito a terra. Niente di grave, cerca la bici nel fosso. Non fa neanche in tempo che da dietro arriva il fido Matteo Tosatto, 41 anni di cuore ed esperienza. Gli porge la propria bici. Lo spagnolo riparte, piomba sul traguardo a 40 secondi da Modolo. Troppi per conservare la maglia rosa che passa sulle spalle di Aru.
Va peggio a Richie Porte (Sky). L’australiano cade, si rialza, ma ci mette un po’ a ripartire. Lo fa solo utilizzando una bici del compagno Vasil Kiryienka, che è molto più grande. Si deve sciroppare tre chilometri in piedi sui pedali perché la sella è troppo alta. Perde oltre 3’, ora in classifica è affondato a oltre cinque minuti.
E la caduta di Jesolo fa riaffiorare dall’acqua anche Rigoberto Uran (Etixx) perché il colombiano riesce a stare in piedi, arriva nel gruppetto Aru e ora in classifica è a 2’02” dal leader.
Incredibile. Alla vigilia della maxi-crono il Giro d’Italia riserva un’altra sorpresa. Contador era considerato ormai il padrone della corsa, per tutti si apprestava a dare una mazzata agli avversari. Aru era considerato in calo, soprattutto per il modo in cui aveva perso secondi preziosi verso il santuario vicentino di monte Berico.
Invece il capitano dell’Astana, l’orgoglio della Sardegna, proprio in extremis ha ribaltato la situazione. Certo, grazie a una caduta, a un po’ di fortuna, ma (molto) per merito dell’abilità nel destreggiarsi in quei convulsi secondi davanti al gruppo, ben spalleggiato dai compagni.
«Farò il possibile per tenerla la maglia anche dopo la crono – ha detto il nuovo leader del Giro alla fine della tappa – questa maglia per me è un sogno che si realizza, ma è soltanto il primo passo verso la vittoria a Milano. Senza dimenticare che sto rivaleggiando con Alberto (chiama sempre per nome Contador, segno di rispetto ndr) il più forte nelle corse a tappe degli ultimi anni».
Oggi per il sardo 24enne, tuttavia, un gran vantaggio: partire dopo il rivale (alle 15,43, tre minuti dopo il Pistolero), non sentire il fiato sul collo dello spagnolo, uno specialista contro il tempo, e invece controllarne i tempi chilometro dopo chilometro. Contador? «Ho perso secondi preziosi, ma quello che mi preoccupa è una botta alla gamba presa probabilmente contro un’altra bici. Spero passi con il ghiaccio», ha detto il campione. La maglia rosa fa volare? Lo vedremo nel 59 km tra Treviso e Valdobbiadene. Una crono insolita per gli ultimi Giri (si deve tornare indietro all’edizione Centenario nel 2009 per un chilometraggio simile nelle Cinque Terre) che darà una bella sistematina alla classifica. Questa volta in un giorno che tutti attendono da mesi.
Da anni, invece, l’Italbici aspettava una volata vincente al Giro da parte di Sacha Modolo. Il trevigiano di 27 anni ha un potenziale enorme. «Non ho mai cercato scuse – ha detto – ho commesso degli errori in passato, ma adesso ho finalmente vinto».
Oggi correrà sulle strade di casa con la serenità di chi si è tolto il peso. Almeno lui...
@simeoli1972
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