Dalla panchina al tridente: Kolaj arma in più di Zeman

23 Marzo 2023

L’albanese ai margini con Colombo ora è un punto di riferimento in attacco

PESCARA . Lo scorso 31 gennaio, a pochi minuti dalla chiusura del mercato, era virtualmente un nuovo giocatore del Crotone. L’intesa per il passaggio di Aristidi Kolaj al club calabrese era stata trovata, per perfezionarla bisognava attendere solo la cessione di Augustus Kargbo alla Spal che avrebbe liberato il posto in attacco. Invece, il trasferimento dell’attaccante rossoblù agli emiliani è saltato e Kolaj è rimasto in riva all’Adriatico. «La mia intenzione non era quella di andare via da Pescara», ha detto tempo fa l’esterno offensivo italo-albanese, «era saltata fuori l’occasione di andare al Crotone e l’avevo accettata. Ma non è stato difficile rimanere, sono in una società importante e darò il massimo per la maglia biancazzurra».
La rinascita. Promessa rispettata, Kolaj ha mostrato grande professionalità e l’arrivo di Zdenek Zeman gli ha restituito nuovi stimoli. Avrà pensato di dover sfruttare a tutti i costi la chance di essere allenato da un tecnico che in carriera ha valorizzato decine e decine di attaccanti. La forte abnegazione, la voglia di migliorarsi e di assorbire rapidamente i concetti del calcio zemaniano gli hanno consentito di superare l’agguerrita concorrenza. Nel suo ruolo in rosa ci sono Jacopo Desogus e Marco Delle Monache, ma, almeno per il momento, la maglia da titolare sembra essere di sua proprietà. Fino a tre settimane fa Kolaj era indietro nelle gerarchie, invece con Zeman si è conquistato in poco tempo il posto nella formazione base.
Sotto la gestione Colombo, infatti, Kolaj aveva giocato dal primo minuto solo in quattro circostanze. Al contrario, con il boemo è un punto fermo da due partite. E domenica scorsa, nel match contro la Turris, ha ritrovato il gol a distanza di quattro mesi e mezzo. In precedenza aveva segnato solo una rete, nella sfida casalinga con la Gelbison, lo scorso 6 novembre. Il mancato trasferimento al Crotone non lo ha demoralizzato più di tanto, magari ci sarà stata un po' di amarezza. Così, dopo la chiusura del mercato, Aristidi si è messo a lavorare duramente e piano piano si è guadagnato la giusta considerazione. Certo, con il boemo non si scherza, bisogna avere continuità di rendimento, sia in partita sia negli allenamenti. Per questo motivo Kolaj non intende allentare la tensione. L’obiettivo è diventare sempre più protagonista in un finale di stagione tutto da vivere. Il Pescara vuole arrivare fino in fondo ai play off e Aristidi va a caccia della definitiva consacrazione.
Le ultime dal campo. Prosegue la preparazione in vista della sfida di domenica (ore 14,30) in trasferta contro il Catanzaro. Grazie al successo contro la Gelbison all'Arechi di Salerno, i calabresi hanno conquistato l’aritmetica promozione con 5 turni di anticipo e domenica la festa proseguirà allo stadio Ceravolo, che sarà stracolmo. Finora il Catanzaro in casa non ha regalato nulla agli avversari e i numeri dei giallorossi mettono i brividi: tra le mura amiche 17 vittorie su altrettanti incontri, 58 reti realizzate e appena 5 subite.
Oggi a Silvi (unico allenamento al mattino) e domani (doppia seduta) Zeman farà le ultime prove di formazione. In realtà sembrano esserci pochi dubbi. La difesa sarà confermata in blocco: davanti a Plizzari, Brosco e Mesik al centro, Crescenzi e Milani sulle fasce. Stesso discorso per l’attacco: fiducia al tridente Merola-Lescano-Kolaj, già visto all’opera nelle precedenti due partite contro Messina e Turris. A centrocampo Rafia ha la maglia assicurata, mentre Palmiero, Kraja e Mora si giocano gli altri due posti. Ieri Aloi non si è allenato a causa dell'influenza. A Catanzaro saranno assenti per infortunio Cancellotti e Gyabuaa.
Giovanni Tontodonati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.