Dalla Roma al calvario, Coly è rinato a Castelnuovo

18 Marzo 2022

L’attaccante alla riscossa dopo l’infortunio: «Giocavo con Totti, poi mi sono fatto male ma non mollo»

CASTELLALTO . Dalla Roma al calvario. La Supercoppa e la coppa Italia vinte con la Primavera, il gol in prima squadra contro il San Lorenzo e l’esordio in A ad un passo. Keba Coly non aveva fatto i conti con il destino. Prima l’operazione al menisco, poi la rottura del crociato. Due infortuni gravi che hanno compromesso la carriera dell’attaccante senegalese che oggi, dopo due anni lontano dai campi, è ripartito dalla serie D con il Castelnuovo. Subito tre gol nelle prime due partite da titolare: due al Matese e uno alla Recanatese che hanno permesso alla squadra di Di Fabio di riprendere la corsa salvezza. Coly a 24 anni è tornato a giocare dopo quel 20 febbraio 2020 quando si ruppe il crociato in Rende-Teramo. Quell’infortunio, ancora più grave del primo, lo ha costretto a strappare il contratto pluriennale con la Roma con un anno d’anticipo. Portato dal Senegal in Italia nel 2014 dall’agente pescarese Carlo Di Renzo, Coly si è allenato inizialmente con l’Angolana, poi è stato tesserato dallo Spoltore. Nel 2016 il provino con la Roma che gli fa firmare un contratto fino a giugno 2021. In totale, con la Primavera 20 gol in 45 presenze, un exploit che gli è valso qualche chiamata in prima squadra con Spalletti e Di Francesco. Nel primo anno ha segnato 14 gol giocando da esterno sinistro insieme a Tumminello e Soleri nella Roma di Frattesi e Pellegrini. Coly ha alzato la Supercoppa italiana Primavera segnando un gol, fornendo due assist e procurandosi un rigore nella finale contro l’Inter. Poi la coppa Italia vinta contro l’Entella di Zaniolo, ma la vittoria è macchiata dall’infortunio al menisco che rende necessaria l’operazione prima della fine della stagione. È l’inizio del declino. «Tre mesi dopo l’intervento, è arrivato Di Francesco che mi ha portato in ritiro con la prima squadra, ma avevo il ginocchio gonfio», racconta Coly. «Ho fatto la tournee in America e giocavo con le infiltrazioni, ma ad un certo punto non ce la facevo più e mi sono fermato». L’anno dopo, nella stagione 2018-2019, la Roma lo dà in prestito all’Ascoli. I soliti guai fisici lo tormentano e chiude l’annata con appena due presenze. Va peggio la stagione successiva a Rende, in C, quando si rompe il crociato contro il Teramo. Era il 20 febbraio 2020: da quel momento non ha più giocato. Dalla Roma al dimenticatoio fino a quando in estate è arrivata la chiamata del Castelnuovo. «Il preparatore atletico Maurizio Di Renzo mi ha rimesso in piedi», dice Coly. «Mi sono allenato fino a febbraio, poi ho firmato. Ora sto bene, mi manca solo il ritmo partita. Rimpianti? Sì, tanti. Gli infortuni mi hanno condizionato. Mi allenavo con Totti e De Rossi e potevo fare una carriera importante. Ora voglio giocare e provare a tornare nei professionisti». Domenica la serie D osserverà un turno di riposo per gli impegni della Rappresentativa al Torneo di Viareggio, ma il Castelnuovo giocherà domani alle 14.30 in casa con la Torres per gli ottavi della coppa Italia (la vincente affronterà lo Scandicci). In Eccellenza, tegola per L’Aquila: Massimo Loviso, uscito per infortunio nella sfida di coppa con l’Isernia, rischia fino a 2 mesi di stop per una lesione del collaterale e lo stiramento del crociato.
Giudice sportivo. In Seconda categoria, dopo la rissa in campo scoppiata al 20’ del secondo tempo tra Sporting Martinsicuro e Gagarin Teramo sul punteggio di 2-3, il giudice sportivo ha decretato la sconfitta a tavolino per entrambe le squadre.
Giammarco Giardini