Dalla spiaggia allo stadio Fadini: Cissè è il diamante del Giulianova

17 Gennaio 2022

Il 19enne senegalese lavorava come aiutante bagnino e ora fa sognare i giallorossi a suon di gol Il titolare dello stabilimento lo segnalò a Cerasi che oggi se lo gode: «Non aveva neanche le scarpe» 

GIULIANOVA. Dalla spiaggia di Giulianova allo stadio Fadini. Papu Oumar Cissè, 19 anni, è arrivato in Abruzzo per fare l’aiutante bagnino allo stabilimento balneare Malibù e in pochi mesi è diventato il bomber dei giallorossi. Apriva e chiudeva ombrelloni al mare, ora si diverte con il pallone tra i piedi e fa sognare i tifosi giuliesi. Dodici gol in campionato per il 19enne attaccante senegalese che sta spingendo il Giulianova verso la promozione in serie D. Qualche anno fa ha lasciato l’Africa per cercare fortuna e lavoro in Francia, poi si è trasferito in Abruzzo, a Nepezzano, per raggiungere la sorella. Voleva diventare un calciatore, ma nessuno ha creduto in lui e non ha mai avuto una possibilità. A maggio si è presentato allo stabilimento Malibù di Giulianova dal proprietario Sandro Daniele per avere un lavoro. La fortuna di Cissè è stata quella di trovare un balneatore-allenatore, perché Daniele è stato per anni preparatore dei portieri dell’Ascoli. Il ragazzo senegalese ha iniziato a lavorare come aiutante bagnino e, durante le pause dal lavoro, si divertiva a giocare a calcio sulla spiaggia. Le sue qualità, in particolare la corsa, non sono sfuggite all’occhio di Daniele che alle sei di una torrida mattina di giugno chiama il suo amico fraterno Luciano Cerasi, allenatore del Giulianova. «Luciano, devi venire subito a vedere un ragazzo. Questo è forte davvero». Cerasi si convince, va in spiaggia e lo vede palleggiare. Poi organizza un tre contro tre sulla sabbia. «Si vedeva subito che aveva delle qualità anche se non aveva mai giocato a calcio», racconta Cerasi. «Mi sono convinto e dopo un mese di trattative, tra permesso di soggiorno, altri ostacoli burocratici e l’aiuto di interpreti perché lui non diceva una parola in italiano, l’abbiamo tesserato». Quando Cissè si presenta al primo allenamento, non ha nemmeno un paio di scarpe. «Gliene abbiamo comprate due paia, da corsa e da calcio. Il problema è che non gli andavano bene perché una scarpa gli entrava, l’altra no», sorride Cerasi, che si sofferma sulle qualità del ragazzo. «Si fa volere bene da tutti, ha legato in particolare con Buonavoglia che è diventato per lui un fratello. A livello tecnico si vede che ha carenze coordinative perché gli mancano le basi non essendo mai stato tesserato con nessuna squadra. Noi lo stiamo curando come se facesse il settore giovanile. Non è un giocatore pronto, va costruito. Ma anche in allenamento fa cose pazzesche. Quando parte in campo aperto è imprendibile». Se oggi Cissè ha realizzato il suo sogno e ha già richieste da categorie superiori, lo deve anche a Sandro Daniele, il balneatore-allenatore che lo scorso novembre è stato stroncato da una malattia a 49 anni. Ecco, perché ad ogni gol corre a salutare i figli di Sandro, Lorenzo, Francesco e Riccardo. È un gesto per ricordare chi ha avuto il coraggio di credere in lui. Chi lo ha tolto dalla spiaggia e gli ha regalato un sogno: giocare con la maglia del Giulianova.
Giammarco Giardini