Dalla Uefa l’ok alla Juve: «Ammessi in Champions»

16 Giugno 2021

Via libera dopo la sospensione del procedimento disciplinare per la Superlega Anche gli altri due club ribelli, Barça e Real, parteciperanno alla competizione 

TORINO. L’Uefa ha ammesso la Juventus all’edizione 2021-2022 della Champions League. Il via libera, secondo quanto appreso da fonti vicine alla società bianconera, in una lettera inviata al club e, per conoscenza, anche alla Federcalcio, dopo la sospensione del procedimento disciplinare per la vicenda Superlega. Anche Barcellona e Real Madrid, così come la Juventus, parteciperanno alla prossima edizione della Champions League hanno ricevuto l’ok per partecipare alla massima competizione europea per club. I tifosi juventini possono dunque tirare un sospiro di sollievo, almeno per il momento, visto che ancora nei giorni scorsi il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin, non ha avuto parole tenere nei confronti dei tre club ribelli, Juventus appunto, Barcellona e Real Madrid. «Ho la sensazione che questi tre club siano come i bambini che saltano la scuola per un po’, non vengono invitati alle feste di compleanno e poi cercano di entrare al party con la polizia», ha detto Ceferin, sostenendo che «la giustizia è lenta ma arriva sempre». E precisando che lo stop del procedimento disciplinare, per nulla definitivo, è legato all’iter giudiziario in corso al tribunale di Madrid e alla Corte di giustizia Ue. «L’input è quello di risolvere la questione con i tribunali», ha spiegato. «Prima chiariamo le faccende legali e poi andiamo avanti».
La questione è se l’Uefa «abusi della sua posizione dominante» e, quindi, violi il diritto alla concorrenza. A deciderlo dovranno essere il tribunale di Madrid e la Corte di Giustizia Europea, con l’esclusione dalle competizioni europee minacciata dall’Uefa, e per il momento scongiurata, che potrebbe ancora paventarsi.
Ieri sulla questione Superlega è intervenuto anche Aurelio De Laurentiis. «Io faccio parte dell’Eca», ha detto il presidente del Napoli, «e ho sempre detto ad Agnelli che stava sbagliando con la Superlega, perché loro volevano diventare gli attori principali del sistema, ma invece democraticamente bisogna lasciare la porta aperta a tutti. La Superlega è figlia del fatto che le organizzazioni del calcio, le istituzioni, pensano di fare gli istituzionalisti con i soldi nostri, con i nostri investimenti. Che interesse ha un Real Madrid, una Juve, un Napoli a fare la Champions, indebitandosi per poter fatturare 70-80-90-100 milioni in più quando se ne sono spesi 200-300? Non quadra. Agnelli, Perez e gli altri hanno sbagliato ma non a dichiarare che il calcio è diventato fallimentare per colpa delle istituzioni».
A Monaco di Baviera, intanto, si è svolta la prima riunione dell’Eca, l’associazione dei club europei, da quando Andrea Agnelli è andato via sbattendo la porta. Al suo posto Nasser Al-Khelaifi, il presidente del Paris Saint-Germain. «Con lo stesso interesse comune di promuovere e proteggere il calcio europeo, Eca e Uefa camminano insieme mano nella mano, più forti che mai», è la dichiarazione che il presidente Al-Khelafi ha affidato al profilo Twitter dell’associazione.
Angelo Caradonna