Davis: difesa e pubblico, avanti Chieti

29 Ottobre 2016

L’ala della Proger: «Vogliamo il secondo successo di fila». E Marini (da Treviglio) tifa Roseto: «Che bravo Di Paolantonio!»

ROSETO. C’è un pezzetto di Roseto nel girone Ovest: a Treviglio infatti, vicino Bergamo, gioca Pierpaolo Marini, ex golden boy oramai diventato grande, alla prima esperienza lontano da casa. «Sono in un bel posto, Treviglio ha le dimensioni giuste e mi ci trovo ogni giorno meglio. Quello che mi interessa di più però, è stare sul parquet, con coach Vertemati si arriva a sera talmente stanchi che vien voglia solo di andare a riposare», racconta il Cobra, nomignolo che si porta dietro dai tempi del Minibasket Roseto. Quasi 12 punti e 4 rimbalzi di media, è partito bene: «Sì, ma non sono ancora al massimo», racconta l’incontentabile ala. «Siamo una buona squadra, partita con l’obiettivo di raggiungere una comoda salvezza, abbiamo battuto Scafati ed Agropoli ma poi abbiamo perso a Rieti». Domenica siete inciampati anche in casa con Ferentino dove c’è un altro rosetano, il team manager Petrilli: «Con Alex ci siamo abbracciati prima della palla a due, poi sul parquet abbiamo avuto una serata no. E se ripenso ai play off dell’anno scorso persi contro di loro, non mi resta che puntare la gara di ritorno per vendicarmi», racconta a metà tra il divertito e lo scocciato, a riprova che a quei play off ci teneva proprio. Ed a proposito degli Sharks di quest’anno, Marini non si tira indietro nel fare i compimenti: «Gli Sharks riescono sempre a fare un buon roster, e mi fa piacere che al PalaMaggetti ci sia entusiasmo. I complimenti più grandi però li faccio a coach Di Paolantonio e al suo staff: ho grande stima per loro sia dal punto i vista umano che tecnico».

Ma com’è stare lontano dalla famiglia? «Ovvio che mi manchi, ma li sento sempre vicini, sanno che era arrivato il momento giusto per prendere certe decisioni». Quindi un anno a Treviglio e poi? «Io voglio fare del mio meglio, mettermi in gioco e arrivare il più in alto possibile» la risposta, a riprova che il ragazzo è cresciuto davvero. E gli Sharks? La canotta numero 13 è rimasta vacante: «Effettivamente ora che ci penso è vero, si vede che la tengono chiusa nello sgabuzzino per me», ride di gusto. E chissà che magari non sia proprio così: i tifosi non la darebbero a nessun altro, e Marini lo sa: «Faccio un grande saluto a tutti i rosetani. So che di bene ce ne vorremo sempre». Parole al miele, che lasciano una porta aperta ad un futuro chissà quanto lontano: del resto, certi amori non finiscono mai.

Marco Rapone

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