De Cecco: contattato, ma non torno

L’ex patron conferma l’incontro con Iannascoli: «Col calcio ho chiuso. Sebastiani? Rapporti ottimi»
PESCARA. Come previsto, la smentita è arrivata ma solo parziale. Il Pescara, a livello societario, è nel pieno di una partita scacchi. Le dimissioni da presentate dall’ad Danilo Iannascoli hanno provocato un certo imbarazzo in società. Il bilancio è stato approvato e il presidente Daniele Sebastiani rimane al timone del club, anche se ha messo in vendita il suo pacchetto di maggioranza. «La proposta rimane in piedi: 500 mila euro in 24 mesi e la liberatoria su tutte le fidejussioni che ho. Queste sono le mie condizioni», ha ribadito ieri il presidente Sebastiani, presente al Poggio degli Ulivi per la seduta di rifinitura della squadra.
Il messaggio è diretto a Iannascoli, che nel frattempo si è attivato per mettere in piedi una cordata in grado di poter rilevare le quote di Sebastiani. L’ad dimissionario, insieme al socio Pio Gizzi, giovedì pomeriggio, dopo le 16, ha incontrato in un bar di Pescara, l’imprenditore ed ex presidente del club Peppe De Cecco, che ieri mattina tramite una nota inviata a fp.com ha smentito il suo eventuale rientro nel Pescara, ma contattato da il Centro, nel pomeriggio, ha ribadito la sua volontà, ma ha confermato quanto anticipato ieri. «Ho incontrato Iannascoli e Gizzi, ma al momento non ho intenzione di rientrare nel mondo del calcio», dice il brillante imprenditore pescarese. «Lo scriva pure: De Cecco non ha soldi, figuriamoci per il calcio», dichiara con un pizzico di ironia. «Ripeto che non ho intenzione di rientrare in società, anche se i rapporti con Daniele (Sebastiani, ndr) sono ottimi, come con lo stesso Iannascoli».
De Cecco, al momento, non ha intenzione di rituffarsi nel calcio, ma Iannascoli spera in un suo ripensamento e non è da escludere un nuovo incontro nei prossimi giorni. Daniele Sebastiani intanto aspetta le mosse di Iannascoli e chiarisce alcuni aspetti. «Ho sei milioni di euro di fidejussioni e Danilo sa bene quali sono le condizioni per rilevare le mie quote», dice il patron, che spiega anche il bilancio approvato mercoledì mattina. «La perdita d’esercizio non ha nulla a che vedere con la situazione debitoria. A fine stagione avremo un’esposizione di 300 mila euro», puntualizza Sebastiani. «Senza considerare che non abbiamo più il “paracadute retrocesse” dalla Lega, che nel precedente bilancio era di 5 milioni». Il massimo dirigente del Pescara spiega dettagliatamente la situazione del club. «L’opera di risanamento della società è quasi del tutto completata. Basti pensare che 4 anni fa avevamo oltre 10 milioni di euro di debiti con le banche, ora non più. I tifosi possono stare tranquilli, non ci sono problemi».
E poi passa a spiegare il bilancio approvato qualche giorno fa. «La perdita d’esercizio (4.6 milioni di euro), riguarda le quote di ammortamento del parco giocatori e l’incentivo all’ esodo che abbiamo versato ai giocatori che non rientravano nei piani tecnici. Una perdita che abbiamo tranquillamente coperto con le riserve di bilancio e un parziale abbattimento del capitale sociale. Capitale che andremo a ricostituire più in là».
Il ripianamento, infatti, è stato fatto con l’utilizzo di 2,4 milioni provenienti dalle riserve, mentre la parte restante è stata coperta attingendo dal capitale sociale che era pari a 5,5 milioni di euro. Inoltre, sono state indicate delle prospettive positive che derivano sia dalla contrazione dei costi sia da ipotesi di mercato (ad esempio, un’ipotetica crescita del valore dei calciatori). Tutti aspetti non condivisi da Iannascoli che aveva contestato apertamente la scelta di abbattere il capitale sociale. E la situazione che si è creata non è assolutamente da “baci e abbracci”. (l.d.m.)
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