De Cecco-Sebastiani, il duello continua a suon di comunicati stampa

Peppe De Cecco, proprietario del centro sportivo Poggio degli Ulivi, rompe il silenzio, spiegando le ragioni del contenzioso con il Pescara del presidente Sebastiani e i motivi che lo hanno spinto...
Peppe De Cecco, proprietario del centro sportivo Poggio degli Ulivi, rompe il silenzio, spiegando le ragioni del contenzioso con il Pescara del presidente Sebastiani e i motivi che lo hanno spinto all'ingiunzione di pagamento per il mancato versamento dei canoni di affitto. «La Delfino Pescara per oltre un anno ha pagato arbitrariamente un canone più basso rispetto a quello convenuto e, poi, da maggio non ha addirittura più pagato alcun canone», fa sapere De Cecco tramite un comunicato. «Quanto all'importo di 149.000 euro previsti in contratto quale somma a rimborsarsi ratealmente dalla Prosport (la società proprietaria del Poggio, ndr)», in relazione dei lavori svolti dal Pescara al Poggio, «preciso che 49.000 sono stati compensati con le somme ingiunte, mentre 100.000 saranno scalati dal canone, così come si legge testualmente in contratto. Poiché questi (lavori) ad oggi non sono stati completati, anzi, non sono nemmeno iniziati, detta somma di cui parla Sebastiani non è maturata, mentre lo sono i canoni non pagati che, compensando 49.000 euro, ammontano a circa 140.000». Sebastiani ieri sera, con una lunghissima nota, ha fatto altre precisazioni: «Sulla vicenda del canone e della presunta “morosità” accumulata dalla Delfino, questa ha effettivamente continuato a pagare un canone ridotto successivamente all’agosto 2018, per la semplice ragione che ritenendosi non colpevole della mancata stipula del subentro (del leasing, ndr) alla scadenza pattuita, si potesse continuare con il canone in essere, in attesa di giungere quanto prima al subentro stesso». Sebastiani poi ricorda che nello studio del legale di De Cecco «era stata raggiunta una intesa con la quale si desse atto che, data l’emergenza coronavirus, in concomitanza con la sospensione dei canoni di leasing a carico della Prosport, si potessero ritenere sospesi i canoni di affitto dovuti dalla Delfino da giugno a dicembre, con contestuale riconoscimento di 18.000 euro di ristoro. Nei giorni successivi non si è voluto da parte della Prosport ratificare l’accordo raggiunto e si è dato corso all’azione giudiziaria».

