De Patre: Cagliari in A, Oddo può farcela
«Melchiorri e Lapadula insieme farebbero una coppia devastante»
PESCARA. Da calciatore ha vinto tre campionati di B con squadre diverse: Lecce, Ancona e Cagliari. Nella lunga carriera da centrocampista, Tiziano De Parte, allenatore abruzzese di Notaresco, ha vestito anche la maglia del Pescara. A due giorni dallo scontro diretto il doppio ex che conosce a menadito la categoria emette già una sentenza. «Ormai il Cagliari è in serie A», spiega il 47enne ex tecnico di Chieti e Giulianova, «ha un organico troppo superiore alle altre». Il pronostico è a favore dell’undici di Massimo Rastelli che in casa ha collezionato 37 punti su 39 disponibili, ma i biancazzurri non partono battuti. «Il Pescara potrà giocarsela. Non è una compagine abituata a difendersi e di sicuro andrà al Sant'Elia senza alcun timore reverenziale. Il Pescara non deve snaturarsi perché contro avversari di quel calibro primo poi il gol lo prendi».
Interessante il duello a distanza tra Federico Melchiorri e Gianluca Lapadula. Quest’ultimo è stato allenato da De Patre qualche anno fa nella Primavera del Parma. «In serie B ce ne sono pochi di attaccanti così forti. Se Melchiorri fosse rimasto a Pescara avrebbe formato con Lapadula una coppia devastante. Entrambi sono già pronti per la serie A. Conosco bene l’attaccante biancazzurro, mentre Melchiorri l’ho ammirato l'anno scorso. Hanno caratteristiche diverse, ma possono giocare insieme. Melchiorri ha una progressione incredibile e quando parte da lontano puntando la difesa diventa letale. Spesso fa valere la sua agilità, ma è utile anche in fase realizzativa. Lapadula gioca a tutto campo e in area mi sembra più forte perché non soffre il duello fisico. Anzi, spesso è lui che picchia i difensori. Gianluca possiede una cattiveria agonistica e una furbizia fuori dal comune. Si pensi al gol realizzato contro il Vicenza all'andata quando ha buttato giù il portiere o al rigore che si è procurato nell'ultima sfida casalinga contro i veneti».
Facile prevedere una partita a scacchi tra i due allenatori. «Ho frequentato il master di Coverciano con Oddo. Capii subito che sarebbe diventato molto bravo. C’era anche Inzaghi, ma non lo ritenevo già pronto per guidare il Milan. Le idee di Oddo sono molto interessanti e il suo carisma può fare la differenza. Il Pescara pratica una calcio propositivo e spettacolare, mentre Rastelli, almeno fino all’anno scorso, è stato sempre considerato un allenatore pragmatico. D’altronde, nel 5-3-2 utilizzato nell’Avellino, spesso lasciava agli avversari il pallino del gioco puntando sulle ripartenze. Al contrario, in questa stagione sta proponendo un calcio piacevole. Ovviamente, per giocare con il 4-3-1-2 non puoi prescindere da calciatori tecnici e il Cagliari ha tanta qualità. Con quel sistema bisogna costruire molto e per farlo occorrono piedi buoni, altrimenti si rischia di soffrire troppo in fase difensiva».
Il distacco dalla capolista difficilmente potrà essere colmato, ma la caccia al secondo posto resta aperta. «La corsa è sul Crotone che non ha un organico completo per reggere fino alla fine. Soprattutto in difesa i calabresi non hanno ricambi all'altezza. Mi preoccupano di più Cesena, Bari e Novara, ma il Pescara ha tutte le carte in regola per farcela».
Giovanni Tontodonati
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