De Sanctis cambia vita: farà il dirigente

Il portiere di Guardiagrele rescinde il contratto col Monaco per iniziare una nuova fase: sarà il club manager della Roma
Anche Highlander De Sanctis cede il passo e appende i guanti al chiodo. A 40 anni il portiere guardiese cambia vita. Ha lasciato il Monaco, la formazione campione di Francia in cui è approdato la scorsa estate. Soprattutto, ha lasciato il calcio giocato dopo una carriera ricca di soddisfazioni iniziata nelle giovanili del Pescara e proseguita in giro per il mondo. Resta nel calcio, non in mezzo al campo, ma dietro una scrivania. Andrà ad allungare la colonia di abruzzesi alla Roma dove rivestirà il ruolo di club manager. Una sorta di trait d’union tra squadra e società. Il suo lavoro inizierà dalla tournée amichevole in Spagna che partirà intorno al 10 agosto. Sarà la prima volta per l’ex portiere come accompagnatore della squadra.
Tornerà nella Capitale a distanza di un paio di anni su input del ds Monchi con cui ha vissuto un’esperienza a Siviglia, in Spagna, nel 2007. De Sanctis ha ufficialmente sciolto il contratto da calciatore del Monaco. Aveva un altro anno. Poteva continuare, tutelato da un accordo (fino al 2018) che il club monegasco non ha mai messo in discussione. D’altronde la serietà del portiere guardiese è proverbiale. Nel principato era il secondo del croato Subasic. E nella passata stagione ha stabilito anche un record, essendo il primo italiano ad aver giocato nella Champions League con cinque club differenti (Udinese, Siviglia, Napoli, Roma e appunto Monaco).
No, ha rinunciato a un altro anno di contratto da calciatore per cogliere al volo l’occasione proposta dalla Roma. Un passo indietro oggi per farne due in avanti domani. Lui, Morgan De Sanctis, è sempre stato un calciatore atipico, sin da suo esordio da titolare nel Pescara, nel 1994, quando, 17enne, parò un rigore a Bobo Vieri (all’epoca nel Venezia), a Francavilla. Parate e non solo durante la carriera, caratterizzata, ad esempio, dai complimenti della Procura della Repubblica di Udine che, nel bel mezzo di un’inchiesta, lo elogiò pubblicamente per la collaborazione e la serietà. Ha fatto parte dell’Aic, il sindacato dei calciatori. Per anni è stato nel giro della Nazionale dove ha trovato la strada sbarrata da Buffon. Nel 2007 il portiere si è avvalso dell'articolo 17 delle norme Fifa e ha rescisso unilateralmente il contratto che lo legava all'Udinese fino al 2010. E’ stato uno dei primi a sfruttare la clausola, passando al Siviglia per una manciata di soldi di parametro, pur essendo sotto contratto. In Spagna ha giocato poco. Nel 2008 è andato in Turchia dove è stato uno dei pilastri del Galatasaray. E poi il ritorno in Italia, prima a Napoli e poi a Roma. All’ombra del Vesuvio ha tenuto testa alle scorribande verbali del presidente De Laurentiis, prima a parole e poi sul campo. Dal 2009 al 2013. E quando sembrava sul viale del tramonto eccolo a Roma per dimostrare tutta la sua affidabilità. Fisico integro, qualità indiscusse e, soprattutto, grande professionalità che lo hanno portato a restare a galla fino a 40 anni. A guadagnarsi addirittura la chiamata dal Principato di Monaco dove ha contribuito alla riconquista del titolo nella Ligue 1. Lo ha fatto più nello spogliatoio che sul rettangolo verde. Ma anche lì ha lasciato un buon ricordo. Basta leggere il comunicato con cui il Monaco, sul proprio sito, ha annunciato il distacco. E lui? Per ora, prepara le valigie con destinazione Roma. Non gli pesa (almeno apparentemente) farsi da parte. E’ incuriosito e affascinato dalla nuova avventura. Non vede l’ora di cominciare. Intanto, si gode i pubblici apprezzamenti sul sito del Monaco. E gongola: «Il pastore abruzzese dovunque va lascia il segno…», ha commentato con un amico.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

