De Vincentiis: Lanciano, non soltanto promozioni

10 Maggio 2019

«Il progetto va avanti: il vivaio cresce e il centro sportivo è ormai pronto»

PESCARA. Da tre anni non fa altro che collezionare promozioni, prima a Francavilla (in serie D) e poi a Lanciano (in Promozione e in Eccellenza). Sembra proprio che tutto quello che tocca Fabio De Vincentiis diventa oro. In questa stagione l’imprenditore di Città Sant’Angelo ha messo insieme le vittorie del campionato di Promozione, della coppa Italia e della Supercoppa. Il rilancio del calcio frentano va avanti; finora, non ha sbagliato un colpo, ma in Eccellenza, nella prossima stagione, inevitabilmente l’asticella delle difficoltà si alzerà. Nel corso della diretta facebook di ieri, disponibile sul sito www.ilcentro.it, fa il punto della situazione.
Presidente De Vincentiis, come mai proprio Lanciano?
«Perché mi contattarono per illustrarmi una possibilità che poi io ho colto al volo».
Il suo motto?
«Mi piace prima fare e poi dire anche se viviamo in un’epoca in cui l’apparenza viene prima di tutto».
Dopo due promozioni di fila quale sarà l’obiettivo della prossima stagione?
«Lanciano cercherà di continuare la scalata nel rispetto degli avversari».
Fino a dove ha posto l’asticella?
«Il progetto Lanciano va avanti senza limiti. Non me ne pongo».
Non solo vittorie sul campo.
«A giugno termineranno i lavori del centro sportivo che stiamo realizzando a Treglio (paese adiacente Lanciano, ndc). Dalla prossima stagione sarà fruibile e sarà la casa del settore giovanile. Quello sì che sarà il nostro futuro. Vado orgoglioso dei risultati sportivi, ma anche di quello che non riguarda da vicino il campo. Il centro sportivo vale una promozione, ma il risultato più bello è vedere un settore giovanile che 24 mesi fa nemmeno esisteva e che oggi conta 270-280 tesserati».
Le piace mettere bocca su argomenti tecnici con l’allenatore?
«No, assolutamente. Ognuno deve prendersi le sue responsabilità».
Il suo modello?
«Il compianto commendator Pietro Scibilia (ex presidente del Pescara, ndr). I suoi insegnamenti, quando ero vicino al Pescara, sono ancora attuali in un calcio totalmente diverso. Questo vuol dire che era un lungimirante».
Come cambierà il Lanciano in Eccellenza?
«Cambierà, ma non sarà una rivoluzione. Si partirà dall’ossatura esistente alla quale saranno aggiunti giocatori di spessore. È importante il valore tecnico, ma ancor più lo è quello umano. E, soprattutto, la cattiveria agonistica che per noi è fondamentale».
Ovvero?
«Lanciano è una grande piazza per quello che è il mondo dei dilettanti. Ha un passato in serie B e la gente si aspetta molto dalla propria squadra. Quindi, c’è bisogno di giocatori con una grande tenuta mentale alla quale occorre abbinare la cattiveria agonistica, perché contro il Lanciano tutti fanno la partita della vita. Lo è stato in questi due anni e lo sarà anche in Eccellenza».
L’allenatore?
«L’ho detto e lo ripeto, sarà ancora Alessandro Del Grosso. Con lui ci intendiamo con uno sguardo. Non dimenticate che l’ho portato a Lanciano che era reduce da un grande campionato alla guida dell’Agnonese, in serie D».
Il Lanciano sarà aperto all’ingresso di nuovi soci?
«Non credo, almeno non è imminente, perché c’è un progetto lineare e in evoluzione che mira in alto. Sono abituato a fare calcio in una certa maniera».
Prima Francavilla e poi a Lanciano, che cosa hanno in comune queste due piazze?
«Praticamente niente. A Francavilla ho riportato la squadra in serie D dopo 26 anni, ma c’è poco seguito di pubblico in termini numerici. A Lanciano faccio calcio per la gente. C’era una passione sopita, andava rispolverata e rilanciata. Credo che la tifoseria abbia una buona opinione del sottoscritto perché sono stato sempre di parola. Nella stagione appena conclusa abbiamo fatto una media di oltre mille spettatori al Biondi. La scorsa estate abbiamo messo insieme 350 abbonamenti, ora spero di superare quota 400».
Chi arriverà al posto del ds Paciarella?
«Vediamo. Con Tonino abbiamo collaborato insieme per quattro anni con reciproche soddisfazioni. C’è stata una divergenza di idee, ma non è cambiata la stima».
Il suo posto sarà preso da Francesco Di Gennaro?
«Non proprio, anche se con Francesco c’è un rapporto che va oltre il calcio».
Il primo colpo di mercato quale sarà?
«Non c’è. Abbiamo avviato dei contatti, ma niente di più. Gli accordi si stringono a luglio, a ridosso della partenza per il ritiro della preparazione estiva».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA