De Vincentiis: «Lanciano, per ora resto. Iscrizione? Non lo so»

LANCIANO. «Sono qui a chiedere scusa per le parole offensive di Francesco Di Gennaro. Sono ancora il presidente del Lanciano, oggi. Il futuro invece è tutto da vedere, iscrizione al campionato di...
LANCIANO. «Sono qui a chiedere scusa per le parole offensive di Francesco Di Gennaro. Sono ancora il presidente del Lanciano, oggi. Il futuro invece è tutto da vedere, iscrizione al campionato di Eccellenza compreso». Doveva dissipare i dubbi sul futuro del Lanciano il presidente Fabio De Vincentiis, dissociarsi dalle parole offensive pronunciate il 7 luglio scorso da Di Gennaro che aveva sparato a zero contro i tifosi, i dirigenti lancianesi della società, la piazza intera e dire a chiare lettere se la squadra ripartiva dall’Eccellenza con lui o meno. Invece ha lasciato molte domande senza una risposta. «Sono qui innanzitutto per chiedere scusa per le parole usate da Di Gennaro», dice De Vincentiis, «ha usato modi non consoni, parole ruvide ma che volevano far riflettere sulla situazione rossonera. Ha sbagliato e chiedo io scusa per lui. Poi voglio chiarire la questione dei soldi. Con quelli miei, della mia attività, degli sponsor storici e locali abbiamo costruito il Lanciano: siamo partiti da zero, non c’era neanche un pallone. Abbiamo comprato 3 mezzi, rifatto la caldaia, il manto erboso al Biondi, costruito un centro sportivo a Treglio dove anche oggi ci sono i ragazzi della scuola calcio ad allenarsi. Sono progetti non a breve termine e sono investimenti miei, tutti pagati. Ora sto ultimando gli adempimenti di fine stagione. Avevo anche fatto i documenti per il ripescaggio in D», aggiunge mostrando l’assegno circolare da 19.000 euro e la fideiussione bancaria da 31.000 euro, «poi mi sono bloccato con il comunicato dei tifosi». Che avevano chiesto a lui e Di Gennaro di andare via e continuano a contestarlo.
«Per noi non sei il nostro presidente», dice un portavoce della curva Angelucci, «Di Gennaro ha offeso la città e non hai risposto subito. Lo fai oggi, dopo 20 giorni. Il Lanciano è della città. Tu hai scritto che te ne andavi, ora riconsegna il titolo al sindaco. Noi continueremo la contestazione».
Parole che scuotono De Vincentiis che forse sperava di ricucire lo strappo con la curva. Poi piovono le domande degli altri tifosi: ma che succede ora? Riscrive la squadra in Eccellenza? Aveva detto che «riteneva terminato l’impegno a Lanciano», e ora resta? «Vedremo», risponde De Vincentiis, «io sono in sella ora. Non ho trattative di vendita in corso. E ho alcune notti per pensare a cosa fare. Io ho il calcio nel sangue e lo faccio seriamente. Farò le mie valutazioni». E sono tre le opzioni da vagliare: vendere la società ad un privato; riconsegnare il titolo al sindaco (in questo caso gratuitamente e pare l’ipotesi meno probabile), andare avanti nella gestione del Lanciano. Ma il tempo stringe, entro fine mese la squadra deve iscriversi al campionato, altrimenti si dovrà ripartire da zero.
Teresa Di Rocco
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