Debiti e caos: il Chieti rischia di sparire

Calcio, il campionato di Eccellenza appeso a un filo. Pendenze per 1,5 milioni di euro. Il sindaco Legnini incontra gli sponsor locali per salvare il club: «Vi chiedo un atto di generosità»
CHIETI. Il Chieti rischia di sparire. Dall’incontro di ieri tra il sindaco e una decina di imprenditori locali è emerso con chiarezza che il club del presidente Gianni Di Labio versa in condizioni critiche, quasi disperate. I debiti stimati sfiorano il milione e mezzo di euro. A svelarlo è lo stesso sindaco. «La situazione debitoria del Chieti è molto pesante e impedisce di trovare una soluzione», spiega Giovanni Legnini agli imprenditori convocati e ad una delegazione dei tifosi presenti alla riunione nel foyer del teatro Marrucino. «Le cifre sono incerte perché non c’è un quadro definito e acclarato, ma dalla stima di un commercialista parliamo di un milione e mezzo di debiti. Nello specifico, 500-600mila euro nei confronti dei tesserati; 400-500mila per la parte tributaria e contributiva e oltre 200mila con i vari fornitori».
Il sindaco indica la strada per tentare un salvataggio in extremis: «Va trovato un interlocutore, che al momento non c’è, disposto ad intestarsi le quote, a diventare il nuovo proprietario della società e a guidare la necessaria procedura concorsuale (concordato preventivo o crisi d’impresa, ndr), unica via percorribile per risanare i conti e garantire il futuro del club, permettendo di disputare il campionato di Eccellenza».
L’ancora di salvezza. L’unico interlocutore credibile, secondo Legnini, dopo tanti avventurieri che si sono avvicinati, è il Città di Chieti del presidente Fabio La Valle, l’altra società che milita in Promozione e che ha cambiato nome in Nuovo Chieti Calcio. Ieri sera, subito dopo la riunione, il sindaco ha convocato La Valle per chiedergli la disponibilità ad intervenire per rilevare e salvare il Chieti. Lo stesso La Valle, ieri mattina, ha incontrato Di Labio per valutare la fattibilità dell’operazione che resta molto difficile per l’elevato monte debitorio del club. «Un imprenditore coraggioso, seguendo la procedura concorsuale, potrebbe farcela a salvare la società», spiega Legnini, «noi come amministrazione comunale, con l’iniziativa di riunire imprenditori locali attorno ad un tavolo, promuoviamo l’unica attività che è possibile portare avanti: stimolare le forze del territorio a sponsorizzare un nuovo progetto sportivo con contributi importanti che abbiamo chiesto e che metteremo a disposizione di chi vorrà rilevare la squadra neroverde».
L’appello. Il sindaco agli imprenditori presenti ha chiesto un «atto di generosità per la squadra di calcio della città. Non chiediamo a nessuno di assumersi rischi insostenibili, ma di sostenere un progetto serio, concreto e solido. Lo scopo di questa riunione non è mettervi sulle spalle responsabilità che non sono vostre, ma di mettere a disposizione una somma per l’eventuale interlocutore che vorrà fare l’operazione e intestarsi le quote. Nelle prossime 48 ore raccoglieremo le disponibilità di coloro che tra di voi vorranno affiancarci in questo sforzo».
Il problema è che manca qualcuno disposto a rilevare le quote e a diventare il proprietario di una società con oltre un milione e mezzo di debiti. Ecco perché il rischio che il Chieti possa scomparire è alto. Gli sponsor. Tra i presenti all’incontro c’erano i rappresentanti di Martelli Costruzioni, DS Elettroimpianti, Impresa De Cesare, Edilizia Di Cosmo e professionisti teatini come Roberto Masciarelli, Gianluca Desiderio e l’avvocato Pierluigi Pennetta.
Tra quelli che hanno dato la disponibilità a fare una sponsorizzazione c’è l’ex patron neroverde Giulio Trevisan, titolare della Comec. Ad annunciarlo è stato Domenico Vernacotola, ex dg del Giulianova, presente all’incontro. «Sono qui in rappresentanza di Trevisan e di altre tre aziende disposte a dare un contributo», ha detto Vernacotola davanti al sindaco, al vicesindaco Paolo De Cesare, all’assessore allo Sport Rita Di Falco e ai consiglieri comunali Riccardo Giampiero e Alessio Di Iorio. Per il Chieti erano presenti i dirigenti Omar Trovarello e Stefano Giammarioli. «Siamo arrivati ad un tempo che non consente più rinvii», ha concluso Legnini, «il tempo è stato consumato da trattative che si sono rilevate inconsistenti come era prevedibile». Il sindaco ha anche rivelato di essere in stretto contatto con la federazione, «preoccupata per le sorti del Chieti», e che Di Labio gli ha confermato di essere disposto a fare un passo indietro, escludendo che lui «possa essere il soggetto indicato a presentare un concordato preventivo perché non sarebbe nelle condizioni di sostenerlo».
Tifosi in piazza. Mentre nel foyer del Marrucino istituzioni e imprenditori cercavano soluzioni alla crisi del Chieti, un centinaio di tifosi erano in piazza Valignani a manifestare il loro orgoglio neroverde e ad attendere con ansia notizie sulle sorti della squadra. “Meritiamo di più”, “Chieti siamo noi”, i cori lanciati dagli ultras della curva Volpi, che si sono offerti di gestire le eventuali sponsorizzazioni degli imprenditori locali per controllare che «siano usate solo per l’attività sportiva e non per coprire i debiti fatti da altri».
La tifoseria è stata categorica: «Non vogliamo più Di Labio & company in società, altrimenti non entreremo più allo stadio. Sappiamo che c’è il rischio di rimanere un anno senza calcio. Speriamo di evitarlo e di riuscire a salvare il Chieti». È una corsa disperata contro il tempo e una montagna di debiti.

