Decide la cronometro: il favorito è Dumoulin

Quintana ancora in rosa, ma l’ultima tappa può sconvolgere il podio
ASIAGO (VICENZA). Nella sfida totale che ha avuto come scenario i luoghi-simbolo della Grande guerra, ma senza rinunciare alla logorante coda dell'altopiano di Asiago, Thibaut Pinot ha preceduto tutti, compreso Nairo Quintana in maglia rosa, ma l'olandese Tom Dumoulin è riuscito a cadere in piedi, senza farsi troppo male. Perché nella crono di oggi, sul percorso piatto che da Monza porterà a Milano, è il favorito numero uno.
Se il Tulipano della Sunweb, com'è assai probabile, dovesse infliggere 54” di distacco al leader Quintana, 21ª tappa e maglia rosa saranno sue. Definitivamente. Senza contrattempi, guai intestinali e quant'altro ha finora contribuito - in singolar tenzone - a creare un clima di smisurata suspence, l'olandese è il maggior indiziato alla conquista del Giro numero 100 che, per dirla alla Nibali, è stato il più incerto, difficile e tattico fra quelli degli ultimi anni. Nella guerra di nervi, di gambe, combattuta giornalmente sui pedali, ieri c'è stato spazio per le illusioni, oggi invece sarà il giorno dei verdetti e dei rimpianti. E non saranno pochi a rivedere il film della corsa, ripensando a quando cercavano più a evitare la sconfitta - con atteggiamenti catenacciari degni della migliore tradizione italiana del pallone - che ad andare a caccia del trionfo. Ieri si è avuta ulteriore dimostrazione dell'immobilismo che serpeggiava in alcuni frangenti della corsa, quando il gruppetto di testa - formato da Quintana, Pinot, Nibali, Zakarin e Pozzovivo - dopo avere allungato fino a +20” su Dumoulin nella salita di Poza, ha cominciato una poco edificante guerra di nervi, favorendo il rientro dell'olandesone, trascinato nella circostanza dai gregari per caso Mollema e soprattutto Jungels. C'è voluto tutto il coraggio di Nibali per riportare il vantaggio a una ventina di secondi su Dumoulin, con la collaborazione di Pinot, ma anche di Quintana che - forse perché privo di forza e un po’ per scarsa empatia con i compagni di fuga - era rimasto a guardare, come se non fosse lui il titolare della maglia rosa. Il colombiano perderà probabilmente il Giro per la scarsa predisposizione all'iniziativa, non a caso al Tour si è già guadagnato l'appellativo di Manana: rimanda a domani quello che poteva essere fatto oggi. Un atteggiamento da puro scalatore autolesionista. Quintana l'avaro verrà stritolato dal cronoman Dumoulin e oggi rischia di perdere il podio, perché Pinot e Nibali non dovrebbero avere problemi a rosicchiargli rispettivamente 43” e 39”. Dalla crono del Sagrantino, il 16 maggio in Umbria, il Condor delle Ande è uscito con le ossa rotte, perdendo la maglia rosa e cancellando l'impresa sul Blockhaus, dove domenica 14 era riuscito a mettere tutti in fila. Un exploit che è rimasto unico nel suo genere. Oggi, dopo migliaia di chilometri, i valori potrebbero appiattirsi come la strada, ma è comunque quasi impossibile pensare che Dumoulin non vinca la cronometro, difficile ipotizzare che Quintana scenda giù dal podio. Ma non impossibile. Come nel 2012, quando a Milano il canadese Ryder Hesjedal riuscì a superare nell'ultima crono lo spagnolo Purito Rodriguez per soli 16”, oggi si riproporrà la sfida all'ultima pedalata e con il cronometro in mano. Tutti possono sperare. O forse no.
Adolfo Fantaccini

