Del Grosso: amo il Pescara ma se non trovo spazio...

Il terzino: «Io via a gennaio? Qui sono a casa, però vorrei giocare con continuità Bisogna puntare ai play off. Giampaolo il mio maestro, Figo l’avversario più forte»
PESCARA. L’anno scorso ha sfiorato la serie A con Pillon in panchina, quest’anno vorrebbe riprovarci anche se non sta trovando molto spazio nel Pescara di Zauri. Cristiano Del Grosso, 36 anni, terzino sinistro di Giulianova, lancia la volata dei biancazzurri e si racconta al Centro tra presente e futuro, toccando anche il capitolo calciomercato e un suo possibile addio già a gennaio.
Del Grosso, domenica si riparte con Pescara-Salernitana. Che partita sarà?
«All’andata non è andata bene e, sicuramente, faremo di tutto per riscattare quella sconfitta».
Lei ha giocato poche gare nel girone d’andata, come mai?
«Non so, ma ho sempre accettato con serenità e professionalità le scelte del mister. È stata dura stare fuori per scelta tecnica. Un po’ mi è dispiaciuto, ma tra me e Zauri non ci sono problemi. In carriera, non ho mai litigato con gli allenatori. Ho una personalità forte, è vero, ma non ho mai mancato di rispetto al tecnico di turno. Dopo tre mesi di panchina sono tornato in campo nelle ultime gare e penso di aver dimostrato che tengo molto al Pescara e darò sempre il massimo».
A quasi 37 anni, nel suo lavoro, come fa a tenere alto il livello?
«Tutto parte dalla testa. Anche se non sono più giovanissimo, ma tutto sta nella voglia e nella determinazione. Ho ancora voglia di giocare e di togliermi delle soddisfazioni».
Vuole giocare fino a 40 anni?
«No, valuterò anno per anno. Intanto, sono felice di vestire questa maglia».
Nel mercato di gennaio potrebbe salutare il Delfino?
«Se non ho spazio qui e posso trovarlo altrove, allora potrei pensarci. A me piacerebbe restare in biancazzurro, anche perché ho famiglia a Pescara e vivo qui da tanti anni».
Resterà nel Pescara anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo?
«Sì, mi piacerebbe tanto. Questa, per me, è una scelta di vita. Spero di essere utile alla società anche in qualche altra veste. Per me il Pescara significa tanto».
Senza play off sarebbe una stagione fallimentare?
«Questo è un campionato molto livellato e può succedere di tutto. Credo che il Pescara in B debba solo puntare ad obiettivi importanti, ma sempre con grande attenzione. L’importante è avere continuità di risultati, per arrivare ai play off. Ora inizia un altro campionato e nel girone di ritorno si azzera tutto».
La caccia al bomber è aperta. Lei chi prenderebbe?
«Ho letto di Mancuso, che secondo me è molto forte, ma uno che conosco bene è anche Moreo dell’Empoli. Con lui ho giocato a Venezia e potrebbe essere un valore aggiunto per qualsiasi squadra».
L’avversario più forte che ha dovuto marcare in carriera?
«Luis Figo, quando giocava nell’Inter. Era imprendibile e danzava con il pallone tra i piedi».
L’allenatore che le ha cambiato la carriera?
«Marco Giampaolo e Francesco Giorgini. Il primo ad Ascoli, il secondo a Giulianova. Ma non dimentico Antonio Conte ai tempi di Siena e Davide Nicola al Bari».
Chi andrà in A?
«Il Benevento, sicuramente. Per il secondo posto c’è molta bagarre, ma vedo benissimo il Pordenone. È una squadra che ha dei valori molto importanti».
Ha ancora la passione per la musica?
«Sì, certo, mi diletto a strimpellare la chitarra».
Suo fratello gemello, Federico, allena il Real Giulianova. Non ha mai provato a convincerla di scendere in serie D?
«Lo fa sempre (ride, ndr). Ci andrei volentieri, ma non adesso».
Vorrebbe chiudere la carriera centrando un grande obiettivo con la maglia del Pescara?
«Sarebbe un sogno giocare una gara in serie A con la maglia del Pescara».
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