Del Grosso: Chieti, tre gare per capire quanto vali

17 Ottobre 2014

Serie D, domani la trasferta di Campobasso, poi San Nicolò e Matelica: «Serve maggiore cattiveria»

CHIETI. Domani il Campobasso, poi San Nicolò e Matelica: tre partite per misurare le ambizioni del Chieti. Dopo aver affrontato (esclusa la Civitanovese) tutte squadre di medio bassa classifica, i neroverdi nei prossimi 270 minuti incontreranno le prime della classe. «Tre partite che definiranno il vero valore del Chieti», dice il capitano dei teatini Federico Del Grosso, «e, al di là dei risultati, voglio vedere che risposte daremo sotto il profilo della prestazione e del carattere. Finora abbiamo dato segnali positivi perché, anche con la Jesina, abbiamo dimostrato di essere una squadra che non molla mai. Adesso, però, dobbiamo misurarci con un trittico di gare impegnative e importanti che diranno realmente di che pasta siamo fatti». Si comincerà domani da Campobasso (ore 14, diretta su Raisport), quarta forza del campionato ma con una partita da recuperare. La buona notizia per Donato Ronci è il rientro dalla squalifica di Vitale e Vano. «Il Chieti al completo è una squadra che può lottare per il primo posto», spiega Del Grosso, «e dobbiamo dare merito alla società di aver allestito una rosa ampia».

Assenze che, soprattutto nel pari interno con la Jesina, si sono fatte sentire. «Mancavano tanti giocatori importanti, ma chi li ha sostituiti non ha fatto male: penso che Perfetti, nonostante sentisse molto la gara perché teatino, ha disputato una buona partita anche se è chiaro che non ha gli stessi ritmi di gioco di Vitale. Abbiamo guadagnato un punto, ma dovevamo essere più cattivi. L’aspetto positivo è stato quello di credere nel pareggio fino alla fine».

Vittorio Esposito è stato ancora una volta determinante. E i numeri dimostrano che il Chieti non può farne a meno: il folletto molisano, in sei partite, ha realizzato tre gol decisivi che hanno permesso alla squadra di conquistare sette dei suoi dodici punti. Esposito ha stregato anche Cristiano Del Grosso, fratello di Federico e difensore dell’Atalanta, che domenica ha approfittato della sosta della serie A per vedere la partita del gemello. «Mio fratello è rimasto impressionato da Vittorio», rivela Federico, «e gli ha detto di continuare così perché, a 26 anni, ha ancora la possibilità di arrivare in alto. Ho giocato tanti anni in serie C e Vittorio è il giocatore più forte che abbia mai visto per tecnica e rapidità. Gioca ancora in D perché ha avuto dei limiti caratteriali, ma ora è migliorato tantissimo».

Del Grosso, giuliese doc, parla anche del Giulianova e del ritorno in panchina del suo maestro Francesco Giorgini che lo ha allenato per cinque anni. «L’ho sentito mercoledì e ha la voglia di un ragazzino: Giorgini è un allenatore preparato ed è l’uomo giusto per il Giulianova. Farà sicuramente bene».

Termoli cambia. A Termoli è stato esonerato il tecnico Lillo Catalano.

Giammarco Giardini

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