Del Grosso: col Crotone gara indegna, riscattiamoci

3 Ottobre 2019

Il terzino, in bianconero nel 2005, punta l’Ascoli: «Dimostriamo che è stato solo un incidente di percorso»

PESCARA. «Non c’è gara migliore per riscattarci». Cristiano Del Grosso alza la voce e usa toni aspri in vista del derby di domenica ad Ascoli. L’obiettivo è scuotere uno spogliatoio demoralizzato dopo il crollo casalingo con il Crotone. In estate, pur di restare a Pescara per tentare un nuovo assalto alla A, il 36enne terzino giuliese ha rifiutato la corte del Monza, oggi primo in classifica nel girone A di serie C. Nessun rimpianto, solo una grande voglia di dimostrare di essere ancora all'altezza. Tra tre giorni la resa dei conti al Del Duca contro il club che nel 2005 lanciò Del Grosso nella massima serie con Marco Giampaolo in panchina.
Del Grosso, cosa succede al Pescara?
«È un momento negativo. Nell’arco di una stagione può capitare di prendere una scoppola, poi però bisogna rialzarsi. Dobbiamo cancellare subito la sconfitta indegna con il Crotone e provare a riscattarci ad Ascoli. Si può anche perdere, ma non senza sputare sangue. Inoltre, in campo dobbiamo essere più smaliziati, altrimenti si fa dura. Ora tocca a noi, dimostriamo che l’ultima partita è stata solo un incidente di percorso».
Al termine del match con il Crotone i tifosi della curva Nord vi hanno chiesto una reazione forte nella sfida al Del Duca.
«Bisogna reagire per i tifosi, ma anche per noi stessi. Possiamo ancora dire la nostra in questo campionato, però dobbiamo cambiare atteggiamento e andare in campo con il coltello tra i denti».
Titolare a Salerno, poi quattro panchine di fila fino alla gara con il Crotone. Deluso per le esclusioni?
«È chiaro che mi è dispiaciuto stare fuori per qualche partita, però le scelte spettano all’allenatore. Possono essere condivise o meno, io devo solo impegnarmi al massimo per provare a metterlo in difficoltà. Fino a quando avrò fame, passione e dedizione darò tutto per guadagnarmi il posto».
Zauri sta provando il 3-5-1-1 e durante gli allenamenti lei è stato schierato come centrale di sinistra in difesa. È un’opzione possibile?
«Il mio ex allenatore, Marco Giampaolo, diceva sempre che quel ruolo avrebbe potuto allungarmi la carriera di qualche anno. Cerco di impegnarmi, ho esperienza, ascolto i consigli di Zauri e pur di giocare sono pronto a tutto».
L’addio al 4-3-3 e il passaggio al 3-5-1-1 è un segnale di paura?
«No. In questa fase il 4-3-3 non sta dando i risultati sperati e i tanti gol subiti lo dimostrano. Con il nuovo modulo speriamo di essere più compatti e di riempire di più l’area avversaria grazie ai due attaccanti».
Sul piano del gioco la squadra non ha quasi mai convinto. Perché?
«Difficile dare una risposta, purtroppo quando i risultati non arrivano il pallone pesa di più e c’è il rischio di perdere coraggio. Comunque sia, qualcosa di buono è stato fatto. C’è tempo per risalire la china, nulla è compromesso».
In 6 gare 12 gol subiti. È preoccupato?
«Abbiamo incassato troppe reti, i numeri sono significativi. Dobbiamo risolvere il problema, le chiacchiere non servono, bisogna lavorare e ritrovare la necessaria concentrazione».
Quale sarà il tema tattico al Del Duca?
«L’Ascoli ha grandi giocatori, soprattutto in attacco. Sono un po’ anarchici, però hanno qualità notevoli. Inoltre, bianconeri viaggiano sulle ali dell’entusiasmo, nonostante la sconfitta contro la Cremonese. Proveranno a batterci e sarà una bella battaglia. Noi saremo più abbottonati del solito e cercheremo di pungere in contropiede».
Giovanni Tontodonati
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