Del Grosso: in serie A come nei dilettanti il mio calcio è passione

Che cosa ci fa in Prima categoria uno come Alessandro Del Grosso? Se lo chiedono in tanti, visto che solo nove mesi fa l'allenatore del Lanciano 1920 (Prima categoria) guidava in serie D l'Olympia...
Che cosa ci fa in Prima categoria uno come Alessandro Del Grosso? Se lo chiedono in tanti, visto che solo nove mesi fa l'allenatore del Lanciano 1920 (Prima categoria) guidava in serie D l'Olympia Agnonese nella finale play off del girone F. A rispondere è lo stesso tecnico, nato 45 anni fa ad Ardea: «Semplice, alleno. E lo faccio con la stessa passione ed impegno di sempre». Difficile da credere, però... «E invece è così, visto che pur avendo diverse offerte da club di categorie superiori, ho preferito rimettermi in gioco, accettando la sfida propostami dal presidente De Vincentiis e dal dg Paciarella. I primi a credere in meno, quando decisi di intraprendere questa nuova attività». Accadeva nel 2014 a Francavilla, in Eccellenza, dopo le esperienze vissute alla guida della Juniores della Rc Angolana (portata alla finale per il titolo nazionale), dei Giovanissimi del Pescara (titolo regionale) e, prima ancora, quella da ds, vissuta sempre a Città Sant'Angelo. Emulando il percorso dell'attuale tecnico della Roma Di Francesco, ex ds sangrino. «Spero che il paragone mi porti fortuna», sorride l'allenatore rossonero, che da calciatore ha collezionato due promozioni (dalla B alla A e dalla C alla B) e oltre 500 gare nei professionisti, tra serie C (partendo da Celano, a soli 15 anni, per poi proseguire a Francavilla, Avezzano, Pisa, Teramo, Chieti, Martina e Val di Sangro), serie B (Salernitana, Catania, Napoli e Catanzaro) e A (a Bari), chiudendo la carriera in D, con l'Angolana. Tornando al presente, e al Lanciano 1920, quelli messi assieme sono numeri da record: «E' vero, e la cosa ci inorgoglisce. Lo so che in tanti pensano che con un organico simile fosse scontato vincere (i frentani guidano la classifica del girone B con 48 punti, su 51, all'attivo, ndc), ma non è affatto così. Certo, in squadra abbiamo tanti atleti di categoria superiore, ma abituarsi a campi di dimensioni ridotte, ad un solo arbitro e ad avversari che contro di te giocano la partita della vita, non è stato facile. Merito dei ragazzi e di un gruppo coeso e professionale come pochi: tant'è che questa estate, una volta sfumata l'ipotesi ripescaggio, dei 22 atleti in rosa ne è andato via solo uno». Al resto ha pensato lui. Uno che non molla mai e preferisce tenere tutti sulla corda, evidenziando ciò che va migliorato. Un tecnico legatissimo alla piazza rossonera e che domenica, con la squadra ferma per il turno di riposo, ha sacrificato la famiglia per seguire dal vivo la gara tra Atessa Mario Tano e San Vito 83. Ecco chi è Del Grosso. (s.d.c.)
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