Delfino cooperativa del gol, però manca il bomber

2 Ottobre 2021

Undici reti fatte e soprattutto 8 calciatori diversi andati a segno in 6 partite senza un centravanti di razza 

PESCARA. Undici gol fatti, secondo miglior attacco del girone B (dietro l’Ancona, e al pari di Olbia ed Entella) e soprattutto 8 calciatori diversi andati a segno in 6 partite. Considerando i gironi di serie C, solo il Padova ha fatto meglio del Pescara (10 marcatori diversi). Ma il numero degli interpreti biancazzurri, che hanno trovato la via della rete, sale addirittura a dieci considerando anche le due partite di Coppa Italia contro Grosseto e Olbia, in cui hanno segnato sia D’Ursi che Galano. La mappatura dei marcatori è utile per scandagliare la portata offensiva del gioco di Auteri, e la sua capacità di coinvolgere tutta la squadra nelle trame offensive. Gli esterni biancazzurri rifiniscono e concludono le azioni, come accaduto per Nzita e Zappella con l’Ancona, ma anche i due mediani supportano le azioni d’attacco senza paura di lasciarsi campo alle spalle da coprire. Ma dentro le pieghe dei dati offensivi emerge anche un altro aspetto: l’orchestra Pescara, al momento, è ancora alla ricerca di un vero solista. I gol della cooperativa, infatti, stanno coprendo la mancanza di un vero bomber, una stella che prenda per mano i biancazzurri quando il pallone scotta. De Marchi è fermo ad un solo gol realizzato, così come Ferrari; Rauti è ancora a caccia del primo acuto, così come Galano e D’Ursi, e Auteri chiede almeno una decina di gol ai suoi esterni d’attacco. Al momento, quindi, il capocannoniere della squadra è sorprendentemente Luca Clemenza, con 3 gol. I protagonisti di giornata, tuttavia, sono stati sempre diversi: da Zappella, alla prima di campionato, a Frascatore, che ha griffato il successo a domicilio sul Montevarchi, passando per Memushaj e Ferrari. Il Pescara ha un’artiglieria talmente variegata da poter colpire in decine di modi diversi, durante la partita, ma Auteri sta ancora cercando il suo carro armato principe. La mancanza di una stella offensiva non è il solo aspetto curioso dei meccanismi biancazzurri. In sei partite di campionato, infatti, la squadra di Auteri ha mandato in gol più difensori (quattro, considerando anche Nzita e Zappella) che attaccanti (tre, Clemenza, De Marchi e Ferrari). Un numero di reti che lancia il Pescara al primo posto, nel girone C, per gol realizzate da interpreti difensivi. Ribaltando i luoghi comuni, viene fuori che il miglior attacco di Auteri, al momento, è proprio la sua difesa. Un aspetto certamente interessante e spiegato solo in modo parziale dal fatto che il tecnico stia ancora definendo le gerarchie davanti (ammesso che ce ne siano, escludendo D’Ursi). In sei partite, infatti, il tecnico siciliano ha schierato quattro terzetti d’attacco diversi, ma il reparto difensivo è cambiato in maniera simile (tre volte). Auteri, poi, nel girone C è secondo per gol pescati dalla panchina (due). Chi è il re dei cambi tra le altre contendenti? Aimo Diana, allenatore della Reggiana, che ha tirato fuori ben 5 gol e 2 assist vincenti dalla panchina, mostrando una capacità invidiabile di lettura delle partite. E sarà opportuno farci molta attenzione domenica, nel big match dell’Adriatico. (d.b.)
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