Delfino in crisi, per la salvezza servono 30 punti

Girone d’andata pessimo, negli ultimi 10 tornei di B solo nel 2007 i biancazzurri hanno fatto peggio
PESCARA . È un periodo triste per i tifosi biancazzurri. La squadra, reduce da due sconfitte di fila, è ripiombata in zona retrocessione con numeri da brividi. Nelle ultime dieci partecipazioni al campionato di serie B, solo una volta il Pescara ha avuto un rendimento così deludente nel girone di andata. Era la stagione 2006-07, iniziata con Davide Ballardini in panchina, poi sostituito da Aldo Ammazzalorso, a sua volta rimpiazzato dalla coppia formata da Luigi De Rosa e Vincenzo Vivarini. Al giro di boa occupava il penultimo posto con 12 punti e al termine del torneo chiuse in ultima posizione retrocedendo in C1.
Il Pescara attuale, inizialmente guidato da Massimo Oddo (4 punti in 9 gare) e dalla 10ª giornata da Roberto Breda (12 punti in 10 match) è penultimo a quota 16 con il secondo attacco meno prolifico (15 reti all’attivo, solo il Cosenza ha fatto peggio con 13) e la difesa più perforata (32 gol subiti, gli stessi di Reggiana e Virtus Entella). Si tratta del peggior ruolino in B anche dell’era Sebastiani. Da quando il presidente è entrato in società (2009), inizialmente insieme ad altri soci, mai la squadra aveva sofferto così tanto nel girone di andata. Ovviamente i giochi sono ancora apertissimi, la speranza è che Fiorillo e compagni riescano a risalire la china nella seconda parte della stagione.
L’anno scorso, al termine del girone di andata, i biancazzurri di Luciano Zauri era noni in graduatoria con 26 punti (+10 rispetto a oggi) a una sola lunghezza dalla zona play off, poi crollarono da gennaio in poi evitando per un soffio il ritorno in terza serie (vittoria ai play out contro il Perugia, con il terzo tecnico dell’anno in panchina, Andrea Sottil, subentrato a Nicola Legrottaglie). A Breda servirà un repentino cambio di marcia e la B ha dimostrato che tutto è possibile. Ricordate l’incredibile rimonta del Cosenza nel campionato scorso? Alla ripresa del torneo dopo lo stop per il lockdown, i calabresi sembravano spacciati (24 punti in 28 partite), ma nelle ultime 10 gare collezionarono ben 22 punti conquistando la salvezza diretta e la palma di squadra con il miglior rendimento in Europa nel post lockdown. Fece benissimo anche il Trapani (31 punti nel girone di ritorno) che sul campo era riuscito a conservare la B scavalcando in extremis proprio il Delfino, però poi furono i biancazzurri a centrare gli spareggi grazie alla penalizzazione inflitta ai siciliani.
Dunque, per mantenere la categoria, servirebbero circa 30 punti. Ciò significa che da domenica al termine della stagione il Pescara dovrà alzare la media dall’attuale 0,84 a oltre 1,5 punti a partita. Bisognerà trasformare i numeri da retrocessione diretta a un ruolino da play off. L’auspicio è che, in attesa del colpo finale, le operazioni effettuate nel mercato di riparazione portino subito effetti benefici.
Giovanni Tontodonati
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