Delfino inaffidabile: troppi alti e bassi
Numeri zemaniani per Zauri dopo 10 giornate: 17 reti fatte e 16 incassate
PESCARA. Non c’è tempo per respirare, sabato si tornerà in campo e all’Adriatico (ore 15) il Pescara sfiderà il Pisa per provare a risalire la china in attesa di un trittico da brividi.
Dopo la gara con i toscani, i biancazzurri affronteranno l’Empoli fuori casa (9 novembre), la Cremonese tra le mura amiche (22 novembre, dopo la sosta) e il Perugia in trasferta (1 dicembre).
Serve un successo contro i nerazzurri del pescarese Luca D’Angelo per allontanarsi dalla zona rossa. Zauri riavrà a disposizione Memushaj, che ha saltato la sfida del Menti a causa di un risentimento al flessore e oggi dovrebbe tornare in gruppo. In difesa, in sostituzione dello squalificato Ciofani dovrebbe esserci Vitturini (in vantaggio su Zappa), invece in attacco Borrelli dovrà difendere il posto e vincere per la terza volta consecutiva la concorrenza di Maniero e Brunori. Infine, dopo un lungo stop ieri Crecco ha lavorato con i compagni e potrebbe essere convocato.
Alti e bassi. Il Pescara visto martedì sera ha confermato di non essere ancora una squadra affidabile. A soli tre giorni dalla prestazione super contro la corazzata Benevento, a Castellammare di Stabia è arrivata una battuta d’arresto inattesa contro un avversario modesto. «Arrivavamo sempre secondi sul pallone, ci hanno aggrediti e poi ripartivano con grande velocità». Le parole di Busellato al termine del match hanno indicato le principali cause della sconfitta. Le squadre con poca qualità, come la Juve Stabia, devono necessariamente affidarsi alla corsa, al ritmo e alla cattiveria agonistica per reggere il confronto. Armi che il Delfino ha mostrato solo a tratti, pagando poi un prezzo altissimo per le gravi disattenzioni difensive. Rispetto alla sfida con il Benevento la squadra è apparsa meno compatta in alcune fasi e gli stabiesi ne hanno approfittato colpendo in contropiede. Di positivo c'è stata la voglia di non arrendersi nemmeno dopo l’espulsione di Ciofani, ma i numeri (zemaniani) dell’undici di Zauri testimoniano l’instabilità di una squadra che prosegue la ricerca di una precisa identità. Il Pescara ha perso la metà degli incontri disputati (5 su 10) segnando 17 reti (miglior attacco del torneo) e subendone 16 (2ª peggior difesa). All’allenatore il compito di trovare il giusto equilibro.
Qui Pisa. Molto probabilmente Luca D’Angelo confermerà il 4-3-1-2, il modulo scelto nelle ultime due gare contro Livorno e Salernitana al posto del 3-5-2 utilizzato in precedenza. In attacco Siega trequartista alle spalle del tandem formato da Marconi e Masucci (in vantaggio su Fabbro). Oltre a D’Angelo, tra i nerazzurri c’è un altro abruzzese doc, Luca Verna, centrocampista frentano classe 1993 cresciuto nelle giovanili del Lanciano con una parentesi al Chievo. Verna ha vestito anche le maglie di Chieti (dal 2012 al 2014 in 2ª divisione), Grosseto e Carpi. Lo scorso gennaio è tornato a Pisa, dove aveva già giocato dal 2015 al 2017, e ha conquistato la promozione in B.
Giovanni Tontodonati
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