Delli Carri avverte Lescano: a Pescara conta il gruppo

Il bomber chiede più spazio, la società vuole compattezza per rilanciarsi
PESCARA. Non sono bastati 8 gol e 6 assist fatti nei primi tre mesi a Facundo Lescano per garantirsi il posto. Il tecnico Alberto Colombo ha notato una flessione e gli ha preferito chi, a suo giudizio, stava facendo meglio in quel momento. Edoardo Vergani si è presa la maglia da titolare e forse anche al Partenio venerdì alle 17,30 sarà lui a comandare il reparto offensivo.
Facundo Lescano due giorni fa ha espresso il suo pensiero. «Sto bene, mi alleno forte ma non gioco».Frasi forti, dirette soprattutto, quando l’ex Entella ha sottolineato che «sono stato fatto fuori io dopo tre sconfitte e non so il perché». Un’intervista di quelle dirette e senza peli sulla lingua. E da parte della società nessuna reazione forte, almeno pubblicamente. Il ds Daniele Delli Carri raggiunto telefonicamente non ha usato toni forti. «Vi posso dire che ho ascoltato con attenzione le parole di Facundo ed è giusto che sia arrabbiato. In questo momento non sta giocando, ma credo che chiunque ci rimarrebbe male in caso di esclusione. Poi, però, preferisco non entrare nel dettaglio dell’intervista perché alcuni concetti espressi potrebbero essere stati interpretati male». Su un eventuale colloquio con il calciatore Delli Carri è stato chiaro. «Non serve parlare con il singolo, quello che conta è il gruppo». Lescano nell’intervista non chiude le porte al mercato. «A me piacerebbe restare, sono appena arrivato ma le cose poi si decidono insieme». Delli Carri, cosa deciderete? «Nulla da dire anche in questo caso. Ripeto che Lescano è un giocatore del Pescara». Poche parole, forse qualche bugia e di sicuro poca voglia di parlare dell’argomento.
Calciomercato. Le grandi manovre sono iniziate sotto traccia. Almeno per ora. Il ds biancazzurro è impegnato a trovare sistemazione ad almeno quattro giocatori per poter far entrare una mezzala di struttura, un esterno offensivo e una punta centrale. Il nome nuovo in uscita è quello di Gianmarco Ingrosso. Il capitano ha un altro anno di contratto a cifre importanti e sta trovando poco spazio. Colombo gli preferisce Boben e Brosco e dalla ripresa nel 2023 ci sarà anche Ivan Mesik. Ingrosso ha un ingaggio importante per la categoria e con il procuratore Paolo Poloni si è parlato di un eventuale cessione. Quella di Ingrosso e l’eventuale uscita di Luca Crecco che non rinnoverà daranno un buon margine di operatività a Daniele Delli Carri. Con D’Aloia e Germinario (c’è il Cerignola) che non pesano tanto nella gestione economica, dovrà trovare sistemazione anche un attaccante. Aristidj Kolaj non ha mai convinto, ma rappresenta un patrimonio della società: andrà via solo in caso di sistemazione in B. Anche Tupta rappresenta un patrimonio ma ha trovato pochissimo spazio e ad oggi resta il primo indiziato. Sono loro due che potrebbero salutare il Pescara a gennaio. A meno di clamorosi sviluppi della vicenda Lescano.
Le entrate. In caso di cessione di Ingrosso arriverà anche un difensore giovane. A centrocampo Robert Gucher è stato chiesto ufficialmente al Pisa: il giocatore è in uscita, ma al momento non accetta la C. Potrebbe finire in Austria. Su Edoardo Iannoni del Perugia non si hanno certezze: un giorno sembra in uscita, un altro no. Al momento impossibile arrivare a Broh del Palermo, mentre un nome nuovo che piace è quello di Andrea Tessiore del Latina. Va in scadenza con i laziali e potrebbe essere la base per un’eventuale collaborazione con i giocatori in uscita del Pescara. Tessiore, classe 99, ha le caratteristiche che servono e lo scorso anno lo voleva il Cittadella, ma non è quel giocatore che fa fare il salto di qualità. Per l’attacco Samuele Spallluto resta in pole position ma sul taccuino del ds biancazzurro ci sono due nomi che ad oggi sono solo un sogno. Gabrielloni del Como e l’ex Filippo Falco del Cagliari sono i profili che garantirebbero il salto di qualità.
Enrico Giancarli
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