Delli Carri: Moreo è l’ideale, occhio a Magrassi

L’ex ds biancazzurro fa le carte al Delfino: «Rosa da play off, Zauri se aggiusta qualcosa andrà lontano»
PESCARA. Ha vestito la maglia biancazzurra dal 2005 al 2007 ed è stato ds del Pescara dal 2010 al 2013, costruendo anche il Delfino di Zeman promosso in A, nel 2012. L’inchiesta sul calcioscommesse “I treni del gol” lo ha travolto nel 2016, ma adesso è pronto per tornare in pista. Daniele Delli Carri, 48 anni, si è raccontato al Centro, tra presente, passato e, soprattutto, parlando della sua materia preferita, il calciomercato. Negli anni ha portato in biancazzurro i vari Weiss, Bjarnason, Nielsen, Quintero, Vukusic e Celik, oltre ad aver puntato nel 2011 su Ciro Immobile, che a 20 anni era finito ai margini della Juventus. Al Genoa il suo fiore all’occhiello è stato il difensore Sime Vrsaljko, attualmente all’Atletico Madrid.
Delli Carri, il Pescara dovrà lottare per la salvezza o per i play off?
«Almeno per i play off, senza dubbio. A parte il Benevento, che sta facendo un campionato a parte, la lotta per il secondo posto, che garantirebbe la seconda promozione diretta, è aperta. Il campionato è mediocre e non vedo squadre favorite».
Sui biancazzurri che giudizio si sente di esprimere?
«Una squadra rinnovata, che sta facendo fatica a trovare una precisa identità a livello di gioco. Zauri deve ancora trovare la quadra e ha cambiato tanti moduli. Questa non è una critica, ma l’analisi dei fatti, anche perché ritengo Luciano (Zauri, ndr) un ragazzo molto intelligente e che può arrivare lontano. Sta facendo bene, considerando che è al primo anno in serie B. Se trova la giusta dimensione a livello tattico, lavorerà con molta più tranquillità».
Il Delfino che tipo di operazioni dovrà fare nel mercato di gennaio?
«Deve prendere un centravanti, sicuramente, e, se capita, anche un terzino sinistro giovane. Parlando del reparto offensivo, Tumminello è infortunato, Borrelli è ancora molto giovane e deve continuare a crescere, Maniero potrà tornare utile, certo, ma non può fare tutto da solo. Mi dispiace per Brunori, che è stato penalizzato in questa prima parte di stagione. Per questi motivi prenderei un centravanti di peso, un giocatore come Moreo dell’Empoli o Vido dell’Atalanta. Altrimenti punterei su qualche scommessa dalla serie C».
Ovvero?
«Ho visto Andrea Magrassi della Virtus Verona. Un bel bestione, che fa gol ed è ancora giovane (classe 1993, ndr)».
Chi sarà la regina del mercato?
«Frosinone ed Empoli faranno delle operazioni interessanti, poi, subito dietro, metto Perugia, Trapani e Livorno. Queste ultime due devono rinforzarsi per centrare la salvezza».
Dei giocatori del Pescara chi la sta sorprendo?
«Cristian Galano. È un giocatore che volevo portare in biancazzurro nel 2011 con Zeman, ma i costi dell’operazione erano troppo alti. Vederlo segnare dieci gol è tanta roba e non mi sarei aspettato un rendimento del genere. Con il passare degli anni è cambiato tanto, passando da esterno puro a seconda punta. Questa è stata la sua fortuna».
Il giocatore più forte del campionato chi è?
«Gianluca Scamacca dell’Ascoli. Tra campionato e coppa Italia ha segnato parecchio e secondo me il prossimo anno giocherà in serie A senza problemi. Tra i 20enni che ci sono in giro è uno dei più forti e può tranquillamente ripercorrere la carriera di Ciro Immobile».
Tra i giovani biancazzurri c’è qualcuno che secondo lei potrà esplodere?
«Ibrahima Mané, classe 2001, difensore centrale della Primavera. È un ragazzo che farà strada».
Suo figlio, Filippo, ha lasciato il Pescara e adesso è perno della Juventus under 23. Lo vedremo in serie A?
«È reduce da un brutto infortunio muscolare e la Juventus punta molto su di lui. Non so dove potrà arrivare, ma il fisico c’è, ha la testa giusta per fare il calciatore e ha voglia di arrivare in alto. Tutti ingredienti che lasciano ben sperare. Io a 20 anni già giocavo in B, lui ha ancora bisogno di un paio d’anni di maturazione e poi ne riparleremo. Ha avuto delle richieste importanti tra B e C, ma la Juve vuole farlo crescere a Torino e non se ne priverà facilmente».
Dopo l'inchiesta sul calcioscommesse "I treni del gol", nel 2016 è stato condannato a quattro anni di squalifica. Tornerà a fare il direttore sportivo?
«La squalifica finirà tra otto mesi e ho tanta voglia di tornare in pista. In questi anni mi sono aggiornato e visto tante partite. Sono pronto per rientrare».
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