Delli Carri riparte da Zeman: «Lui vuole restare a Pescara»

Il ds scommette sul boemo: punteremo insieme alla B, anche Sebastiani la pensa così
PESCARA. Una finale sfumata a 7 secondi dalla fine del recupero dei tempi regolamentari, una finale sfumata per una disattenzione su Markic dopo il nuovo vantaggio, una finale sfumata ai calci di rigori. Festa enorme per il Foggia e per gli oltre ventimila dell’Adriatico la delusione è stata grandissima. Pensarci e ripensarci ora non serve più. Rimboccarsi le maniche e programmare il futuro ripartendo da quanto di buono costruito quest’anno è la parola d’ordine. E il direttore sportivo biancazzurro Daniele Delli Carri già ieri ha iniziato le strategia per disegnare il nuovo Pescara.
Delli Carri, come si sente?
«Il mio è lo stato d’animo di oltre ventimila persone, del presidente Daniele Sebastiani, dell’allenatore Zdenek Zeman e di tutti i giocatori. Siamo tutti tristi per aver perso una grande occasione ma con il ruolo che ricopro devo guardare avanti».
Solo una battuta sulla partita. Cosa è mancato?
«Il colpo del ko. Eravamo sempre in vantaggio e non abbiamo mai chiuso».
Perché?
«Aspetti energetici, tattici e fisici. Ma è inutile analizzarli, non ci riporta indietro».
Dia un voto alla stagione.
«Ero pronto a dare un 10. Così dico 8».
Subito dopo la partita il presidente Sebastiani ha ribadito che lei resterà.
«Mi fa piacere che il presidente lo abbia detto. Vuol dire che ho lavorato bene. Aspettavo questo per ripartire».
Come sarà la ripartenza?
«Sarò arrabbiato per fare qualcosa di meglio. Quindi dobbiamo andare in B. Costruendo qualcosa di importante come idea di calcio e non con i soldi».
Zeman resterà in panchina?
«Penso proprio di sì. Lui vuole ripartire con noi e noi vogliamo continuare con lui il percorso. Aspettiamo qualche giorno. Il presidente la pensa come me».
Squadra e mercato. Da dove si comincia?
«Da lunedì parleremo di mercato».
Rafia?
«Difficile rivederlo a Pescara. Ci sono offerte importanti e forse neanche se fossimo andati in B lo tenevamo. Piace tanto in serie A. Lui il mio capolavoro? No, dico che il gruppo è stato eccezionale. Cuppone è un esempio: fuori per mesi poi ai play off è stato determinante. Anche Desogus. Devo dire grazie a tutti. Rafia poteva essere un capolavoro estivo perché speravo di prenderlo a luglio. Ma poi ci ha dato grandi soddisfazioni».
Facundo Lescano è stato un bomber da sogno: 20 reti nonostante quel periodo di dicembre. Resterà?
«Parlano i gol per lui. Può restare? Perché no? Ma poi dobbiamo vedere chi ha le energie per ripartire dopo un campionato così importante».
Che indicazioni può darci oggi su eventuali partenze?
«Desogus, Delle Monache, Kraja, Gyabuaa e Gozzi non resteranno. Non sono nostri e su di loro ci sono squadre di B. Su di loro non potremo contare ma cercheremo di sostituirli al meglio. Ingrosso? Un ciclo si è chiuso credo sia arrivato il momento di salutarci».
Plizzari, Sommariva e la sorpresa D’Aniello: tra i pali avrete una bella base.
«Possono restare tutti e tre, siamo molto contenti di loro».
Anche la difesa è messa bene.
«Pellacani, Brosco, Mesik Catena e Milani ripartiranno con noi. In difesa abbiamo una buona base e andremo su un centrale mancino per fare la coppia con Mesik poi saremo al completo».
Centrocampo e attacco?
«A centrocampo ne abbiamo quattro: Palmiero, Mora, Germinario e Aloi. Davanti Vergani, Cuppone, Kolaj e Lescano: per tutti loro andranno fatte valutazioni sia individuali che con il tecnico. Di certo vogliamo ripartire già con una bella base. Tupta? Verrà riscattato dal Liberec».
Merola si è dimostrato un valore aggiunto: è possibile che torni?
«Davide ci piace molto e potrebbe far parte del progetto. Ma per lui bisogna aspettare, non sarà facile».
Ci può dare già qualche prima indicazione di mercato?
«Ho un’idea e già ci sto lavorando. Ma riparliamone da lunedì». Rabbia e delusione: il Pescara mastica amaro ma è già desideroso di ripartire ripartendo dalle buone basi create nel campionato appena concluso».
Enrico Giancarli
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