Demare-sprint a Messina Nibali: «Lascio il ciclismo»

L’annuncio del corridore siciliano: «A fine stagione dirò addio alle corse»
Il Giro parla il francese (con Demare vincitore di tappa ) e lo spagnolo (con Lopez in maglia rosa). E l’italiano? Ha una grande inflessione dialettale abruzzese perché Giulio Ciccone ha dimostrato di essere l’unico a poter lottare per le posizioni che contano nella classifica generale (oggi è 19° e il migliore degli italiani). Ma a Messina arriva un annuncio a sorpresa. Vincenzo Nibali a fine stagione lascerà le corse. Ha scelto la sua città per dirlo a tutto il mondo e un velo di tristezza c’è tra gli appassionati di ciclismo perché si fermerà chi ha vinto due Giri, un Tour e una Vuelta oltre alle classiche. Si fermerà il simbolo del ciclismo italiano di oggi. Nei primi anni della sua carriera, con la Liquigas, Vincenzo Nibali è stato anche gregario di Danilo Di Luca. «Sapevo da tanto che la tappa sarebbe arrivata qui a Messina e ho tenuto per me questa decisione. Voglio comunque godermi questo Giro e onorarlo. Papà dice che vuole che ci ripensi? Impossibile…». A Messina vince in volata Arnaud Demare che veste anche la maglia ciclamino davanti a Gaviria e Nizzolo. «Mi sono staccato in salita, è stata dura ma i miei compagni sono stati straordinari per riportarmi sotto. Oggi sono davvero felice per la mia sesta vittoria al Giro». Pugno di rabbia per Fernando Gaviria che è rimasto chiuso in volata e poi in rimonta ha tagliato il traguardo al secondo posto. Ancora un buon piazzamento (quinto) per Girmay (Intermarché Vini Zabù) che in volata è rimasto però chiuso alle transenne da Bauhaus. Un “bravo” lo merita anche il sorprendente ottavo posto di Natnael Tesfazion della Hoppler guidata in ammiraglia dal ds abruzzese Spezialetti. «Avevamo preparato bene questa tappa», ha detto Spezialetti, «perché Natnael è veloce e non è stata una sorpresa per noi. Ci riproveremo, magari a Potenza». Resta in maglia rosa lo spagnolo della Trek Segafredo Juan Pedro Lopez. «In tantissimi mi hanno fatto i complimenti e mi hanno detto di godermi questi giorni. Sono i più belli della mia vita e non li dimenticherò mai. Come mi sento? Come dentro ad un sogno».
La tappa. Il Giro riparte da Catania dopo l’Etna e sulla salita di Portella Mendrazzi iniziano le scaramucce per eliminare i velocisti. E arrivano le vittime illustri: Ewan e Cavendish, per intenderci i due favoriti della vigilia, perdono le ruote del gruppo tirato dalla Alpecin e nella veloce picchiata verso Messina Demare (appena rientrato dopo aver perso leggermente contatto), Gaviria, Nizzolo e Girmay se la ridono. In testa al gruppo sono tante le squadre che a 60km/h vogliono tenere le prime posizioni (Almeida ha guadagnato qualche secondo di abbuono) e tra queste c’è la Trek della maglia rosa Lopez e degli abruzzesi Ciccone e Cataldo, sempre davanti al riparo da brutte sorprese. A Messina la Groupama ha fatto bene i conti e lancia Demare che vince senza problemi con Gaviria e Nizzolo che completano il podio. Premiazioni, champagne, ancora qualche lacrima per l’annuncio di Nibali e subito sul traghetto per lasciare la Sicilia. Da oggi si inizia a risalire lo stivale.
Il giro in Abruzzo. Confermate le anticipazioni e per i tanti appassionati domenica non sarà facile raggiungere il Blockhaus. Tutti gli accessi a Mammarosa (dove arriverà la tappa) saranno chiusi alle auto. Da Pretoro strade chiuse da sabato alle 22, lo stop dal versante di Roccamorice scatterà sabato dalle 14 all’altezza del monumento all’Emigrante mentre domenica al mattino strada chiusa dopo San Valentino al bivio per Abbateggio. Non è stato possibile trovare una soluzione alternativa per la questione parcheggi.
Tifosi delusi e costretti ad organizzarsi nei giorni precedenti oppure a tifare Ciccone e compagni salendo in bici. Non sarà facile ma non ci sono alternative.
Enrico Giancarli
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