Denis manda il Milan in crisi Inzaghi è sotto esame

MILANO. Una domenica da incubo per il Milan e Inzaghi: l'Atalanta umilia i rossoneri grazie al gol di Denis, il terzo posto è quasi impossibile, la crisi ormai è un fatto. Errori, confusione,...
MILANO. Una domenica da incubo per il Milan e Inzaghi: l'Atalanta umilia i rossoneri grazie al gol di Denis, il terzo posto è quasi impossibile, la crisi ormai è un fatto. Errori, confusione, nervosismo e tensione: il Milan è irriconoscibile, sembra essersi perso, clamoroso flop di Cerci, incredibili stecche di Menez. Centrocampo senza qualità. Berlusconi deve essere deluso: il presidente ha visto la partita ad Arcore insieme alla figlia Barbara. In tribuna c'è Galliani, il volto impietrito.
La Milano del calcio naviga in cattive acque: Milan e Inter sono appaiati a 26 punti in compagnia dell'ottimo Palermo. Il Napoli e la Sampdoria - terzi - ne hanno 33.
La partita inizia male e finisce peggio: adesso Inzaghi non è più l'uomo della provvidenza. Saranno giorni di riflessione e riportare serenità nel gruppo sembra affare complicato: scintille in campo tra Abate e Cerci. Cose di campo, ma anche la spia inequivocabile di un certo malessere.
Il Milan prende il gol alla mezz'ora circa del primo tempo ma non riesce a rimontare e la partita finisce con un “mea culpa” dei giocatori davanti al loro pubblico, tra i fischi e la delusione del popolo rossonero che lascia lo stadio mestamente.
Esultano invece Colantuono e l'Atalanta che portano via tre punti pesantissimi da Milano e vanno a quota venti.
Il Milan è caotico, gli automatismi non funzionano, i personalismi prevalgono. El Shaarawy si danna, corre e si dà molto da fare ma il suo lavoro non trova sbocchi. Poi, al 33', arriva il gol degli avversari scaturito da uno sciagurato e presuntuoso colpo di tacco di Menez. L'Atalanta recupera palla e Denis batte Diego Lopez. È il gol partita. Il Milan si fa prendere dai nervi: battibecco tra Abate e Cerci. Fioccano i cartellini gialli, in campo c'è tensione, con qualche ruvidezza di troppo e l'Atalanta che temporeggia e cincischia. Circostanza che fa infuriare Inzaghi. L'allenatore si lascia andare a un gesto di stizza e per lui scatta il cartellino rosso. Fuori un opaco Montolivo, capace anche di lisciare il pallone al momento del tiro. Tra una protesta e l'altra, la partita si avvia verso un finale scontato visto che il Milan non sa più segnare. La crisi c'è, inutile negarlo. Le ragioni vanno ricercate e analizzate. Tutti i reparti scricchiolano e sembra mancare un sano e robusto spirito di squadra. Inzaghi ci mette la faccia e si prende la colpa. «Io sotto osservazione? Giusto così. Non ci siamo assolutamente, gli uomini sono li stessi di Roma e Napoli e quindi qualcosa non va», dice alla fine della partita. L'amarezza è tanta, il futuro si vedrà. Da Arcore non arriva alcun segnale, nè in un senso, nè nell'altro. Almeno per ora.

