Desogus: «Io e il Pescara a braccetto verso la B»

La punta: «Siamo ambiziosi e per me che sono giovane c’è solo da imparare»
PESCARA. Jacopo Desogus ha 20 anni e arriva dalla Sardegna. Il Cagliari, tra i mugugni dei tifosi che lo volevano in maglia rossoblu, lo ha girato in prestito al Pescara per farlo crescere. E l’esterno offensivo sta rispondendo a suon di prestazioni maiuscole. Peccato il gol non sia ancora arrivato, ma di strada da fare ce ne è ancora tanta. “Speedy” Desogus non deve stare tanto simpatico alle difese avversarie per quella facilità che ha nel controllare il pallone e nel saltare l’uomo. Quando diventerà anche concreto, il Cagliari se lo terrà stretto e punterà su di lui. Intanto in questa stagione il Pescara se lo coccola e domani Desogus sarà in ballottaggio con l’altro talento Marco Delle Monache. Il classe 2005 potrebbe strappargli la maglia da titolare ma per Desogus non è un problema.
Desogus, preoccupato per il ballottaggio?
«Assolutamente no. Siamo un grande gruppo ed avere compagni forti come Delle Monache o Kolaj che ti insidiano il posto è solo un bene. Poi ho legato molto con loro quindi non ci sarà nessun problema».
Jacopo Desogus, ospite di Rete 8 nella trasmissione “A cena con” registrata al ristorante Alusea si racconta a 360° partendo proprio dalla partita con l’Andria di domani. Desogus, guai a sottovalutare l’avversario?
«Esatto, noi dobbiamo pensare a fare la nostra partita senza commettere l’errore di guardare la classifica. Anche se l’Andria ha solo tre punti sarà un match difficilissimo».
Prime sensazioni di Pescara?
«Devo essere sincero, sono uscito poco e non ho ancora visto bene la città. Ma, quando sono stato in centro, Pescara mi è piaciuta molto. Qui sto benissimo».
La squadra?
«Gruppo fantastico. Siamo il giusto mix di giovani ed esperti. Io ho legato molto con il portiere D’Aniello perché era con me a Cagliari. Ma anche con gli altri compagni il rapporto è ottimo. Con giocatori come Luca Mora o Riccardo Brosco c’è solo da imparare e io sono felicissimo».
Desogus, lei arriva da Cagliari. Qualche tifoso ha espresso il malumore per il suo trasferimento. La volevano tra i grandi in maglia rossoblu.
«Leggo poco i social ma non può che farmi piacere questo. Vuol dire che ho fatto bene. A Pescara è il mio primo anno lontano da casa, sin da bambino con papà allenatore ho giocato nel mio paese prima di andare nelle giovanili del Cagliari. E in questa esperienza in maglia biancazzurra voglio ottenere il massimo. Andare in B sarebbe bellissimo».
A proposito di Desogus bambino, a chi si è ispirato?
«Due nomi: Andrea Cossu e Kaka. Li ammiravo davvero molto».
E il campione di oggi che le piace?
«Vi direi Leao, ma uno che ha le mie caratteristiche e che per me è un idolo è Neymar».
A proposito di Cagliari, lei in estate si è allenato con Lapadula. Sa che a Pescara ha lasciato un bel ricordo?
«Sì, con Gianluca mi sono confrontato molto e quando gli ho detto che sarei venuto a Pescara mi ha parlato bene della società e della città. Ma se volete vi racconto una cosa carina».
Prego.
«Nella stagione 2015-16, quando il Cagliari vinse il campionato e tornò in A e il Pescara fece lo stesso con Lapadula nei play off, nella sfida in Sardegna contro i biancazzurri ero il raccattapalle a bordo campo. Il Pescara giocò benissimo quel giorno, ma vinse il Cagliari (2-1)».
Se Desogus non avesse fatto il calciatore…?
«Non ci ho mai pensato. Perché ho sempre sognato di giocare a calcio».
A scuola Delle Monache è più bravo di lei?
«Non credo proprio». Un sorridente Jacopo Desogus prima di salutare racconta i suoi obiettivi. Quale è il suo grande sogno nel cassetto? «Giocare in serie A. Con la maglia del Cagliari sarebbe bellissimo. Con il Pescara? Magari!».
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

