Di Campli: Totti bara da procuratore

26 Luglio 2020

«Usa la licenza inglese con il placet di Malagò per svolgere l’attività»

ROMA. L’avvocato lancianese Donato Di Campli, ex procuratore di Verratti, ha parlato al Foglio Sportivo attaccando Francesco Totti per la nuova avventura nel mondo della procura e dello scouting. «Grande giocatore e icona del calcio mondiale», ha detto Di Campli di Totti, «ma fare il procuratore è un altro sport a cui bisogna saper giocare, non barare. Francesco non può operare in Italia dove gli agenti per definirsi tali sono costretti a sostenere test e prove durissime, solo perché il presidente del Coni, Giovanni Malagò, gli concede l’uso della licenza inglese il cui ottenimento non prevede alcun esame di abilitazione. Io che ho studiato per passarlo in Italia, non sarò mai nella sua stessa posizione. Perciò non può permettersi di chiamare Insigne, Tonali e chissà chi altri già in possesso di un agente. Lo scenario attuale tollera pure chi va a sostenere gli esami in Spagna: lì basta pagare 700 euro e in dieci minuti puoi fregiarti del titolo di agente anche da noi. Ma il punto è che nessuno interviene. La Federcalcio», conclude Di Campli, «munge gli agenti, non riconoscendo, però, loro alcun peso. Servirebbe una regolamentazione severa».