Di Francesco figlio batte il padre Eusebio

13 Marzo 2017

REGGIO EMILIA. Il ritorno al gol di Destro, la parata al 90' di Mirante su Acerbi. Sono i due momenti chiave del derby emiliano, non certo bello da vedere, fra due squadre praticamente salve, che ha...

REGGIO EMILIA. Il ritorno al gol di Destro, la parata al 90' di Mirante su Acerbi. Sono i due momenti chiave del derby emiliano, non certo bello da vedere, fra due squadre praticamente salve, che ha premiato la forza di volontà di un Bologna (non vinceva da 7 partite) che voleva a tutti i costi rialzare la testa dopo un periodo grigio. Non ha fatto granché il Sassuolo per provare a vincerla questa partita andando incontro alla quarta sconfitta di fila casalinga: la squadra di Di Francesco a tratti dà l'impressione di aver esaurito le proprie energie anche mentali, con un Berardi sempre più appannato.

In campo con il Bologna Federico Di Francesco (ex Virtus Lanciano), figlio del tecnico del Sassuolo, schierato alto sulla fascia sinistra, quasi a contatto con il padre per tutto il primo tempo.

«Ho vista poca lucidità nell'ultimo passaggio - ha detto a fine partita l’allenatore del Sassuolo - e se abbiamo perso il demerito è solo nostro. Prima del gol del Bologna, siamo stati noi a fare la partita e meritavamo qualcosa in più. Mi è dispiaciuto sentire da qualche tifoso la parola “buffoni” all'indirizzo della squadra. Non è giusto, qui si rischia di perdere quelle che sono le dimensioni del Sassuolo, senza dare valore a quello che abbiamo fatto e stiamo facendo. Sulla partita, il dato che dice che abbiamo sbagliato 36 passaggi fotografa la situazione. Mi aspetto di più dai miei attaccanti».

Un accenno anche al confronto ravvicinato con il figlio Federico, schierato titolare da Donadoni: «Da allenatore dico che ha fatto una partita al servizio della sua squadra. Da padre aggiungo che si è impegnato al massimo, oggi come dovrà fare nella vita. E il fatto che abbia ricevuto l'applauso del pubblico è significativo».