Di Francesco jr è rinato dopo l’addio al Pescara

17 Dicembre 2014

L’avvento del tecnico Giampaolo alla Cremonese ha rilanciato il figlio d’arte bocciato dai biancazzurri

PESCARA. Bocciato dal Pescara e rilanciato dalla Cremonese. Altri due gol lunedì sera nel posticipo del girone A della Lega Pro, vinto dai grigiorossi, per Federico Di Francesco, 20 anni, attaccante esterno. Il figlio d’arte – il papà Eusebio, allenatore del Sassuolo, ha vinto uno scudetto con la Roma ed è stato in Nazionale – ha ingranato la quarta dopo l’arrivo in panchina del tecnico giuliese Marco Giampaolo. Quattro reti nelle ultime cinque partite per lui che in precedenza, con la gestione Montorfano, era stato un po’ messo da parte. Giampaolo gli sta dando fiducia e Di Francesco junior la sta ripagando a suon di gol e buone prestazioni. Gioca esterno d’attacco nel 4-3-3 con cui l’allenatore di Giulianova ha rimodellato la Cremonese.

Ha appena 20 anni il primo dei due figli (l’altro Mattia, 17 anni, veste la maglia della Folgore in Promozione) di Eusebio Di Francesco, eppure ha già una buona esperienza alle spalle, maturata in gran parte con la maglia del Pescara con cui ha esordito in serie A il 30 marzo 2013 a Parma. Ma la società biancazzurra la scorsa estate l’ha “abbandonato”. Era in comproprietà con il Parma, ma alle buste entrambe le società hanno messo zero euro per il suo cartellino. E, di conseguenza, è rimasto di proprietà dell’ultima società per la quale era tesserato. Ovvero, il Parma. Che l’ha girato alla Cremonese del presidente Gigi Simoni.

Un chiaro errore di valutazione del Pescara e del suo management, visto che il club biancazzurro prima l’ha valorizzato facendolo giocare in A e in B e poi l’ha lasciato senza inserire nemmeno un euro alle buste. «Lì per lì ci sono rimasto male», il pensiero di Federico Di Francesco, «non lo lego. Mi è dispiaciuto lasciare il Pescara, tra l’altro con il ricordo di quell’autogol nell’ultima giornata dello scorso campionato a Empoli. Ma io al Pescara sono e sarò sempre grato per la possibilità che mi ha dato. E lasciare la mia città credo posso aiutare il mio processo di crescita, sia sul piano calcistico che umano».

Non fa polemiche, quindi, il figlio d’arte. Ha appena 20 anni, ma parla già da uomo maturo attingendo a piene mani dall’educazione familiare. Testa bassa e pedalare. «Ho fatto l’esordio in serie A, con la maglia della squadra della mia città, ma non mi sono mai sentito un calciatore di serie A. Devo crescere e Cremona è una piazza che può risultare fondamentale nella mia carriera».

Che cosa le dice suo padre? «Niente di particolare, non è un genitore assillante. Mi dice di divertirmi e di avere sempre fame di gloria».

A Cremona ha iniziato giocando per poi finire ai margini. «Ma io mi sono sempre allenato bene. I compagni mi hanno sempre spronato a non mollare. Sapevo che sarebbe arrivato il mio momento e quando il mister mi ha dato fiducia ho cercato di ripagarla».

Che cosa ha portato Marco Giampaolo alla Cremonese? «La carriera del mister parla da sola. Non ha bisogno di commenti. Lui è un valore aggiunto, ci insegna tanto. E’ cambiato l’approccio, anche negli allenamenti. C’è una sana competizione durante la settimana e tutti hanno una chance per giocare».

Attaccante esterno del 4-3-3 con quali caratteristiche?

«Mi piace attaccare lo spazio, ma me la cavo anche nell’uno contro uno. Ripeto: devo crescere tanto. La serie A è stata una parentesi per la quale devo ringraziare mister Bucch e il direttore del settore giovanile del Pescara Ruffini: mi hanno dato la possibilità di affrontare tanti campioni, ma è un mondo che al momento non mi appartiene e che, eventualmente, mi devo meritare facendo bene con la maglia della Cremonese».

Figlio dell’allenatore del Sassuolo, ma tifoso della Roma, la squadre che per anni è stata del papà Eusebio. Due settimane fa è finita 2-2. «Ero in ritiro con i compagni di squadra», racconta divertito, «ho visto la partita in televisione. Mi sono allontanato che il Sassuolo vinceva 2-0; poi la Roma ha pareggiato nel finale. Un risultato che non scontenta nessuno...».

E ora sotto con la Cremonese: tre vittorie, un pareggio e una sconfitta (all’esordio) da quando è arrivato Marco Giampaolo. Quattro gol per Federico Di Francesco che sembra un attaccante rinato, nonostante la bocciatura del Pescara.

@roccocoletti1

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