Di Francesco: no a processi

31 Agosto 2018

Il tecnico giallorosso: «Ma voglio una risposta». Gattuso: ci manca il carattere

MILANO. Gennaro Gattuso è elettrico. La sconfitta di Napoli «brucia» ancora, l'anticipo con la Roma (stasera ore 20,30) è «importante» per conquistare i primi punti in campionato. Il suo Milan oggi scoprirà anche quale avversarie dovrà affrontare nella fase ai gironi dell'Europa League restituita dal Tas. Gattuso difende a spada tratta i giocatori («non sputo m... su di loro, guai a chi li tocca») ma chiede il salto di qualità per raggiungere la Champions: «A livello tecnico siamo da primi quattro posti, ma sul piano caratteriale dobbiamo diventare ancora squadra. Manca ancora questo». Per combattere «l'effetto panico», Gattuso chiede «tempo», «mentalità» e un po’ di astuzia: «Anche da calciatore ho visto tante partite in mano e poi buttate via. C'è solo una soluzione per sistemare questa cosa: quando si è in difficoltà per qualche minuto si deve fare passare la buriana, in dieci dietro la palla, aspettando che finisca in tribuna. Ma è un problema risolvibile». Gattuso con la Roma di Dzeko («è pericoloso, i giallorossi hanno molti centimetri») si aspetta di vedere la prima ora di Napoli, periodo in cui il Milan è stato padrone del campo. «Dobbiamo migliorare», il suo diktat, «nel rimanere in partita fino in fondo. È bastato un errore a Napoli e siamo usciti dal campo». Critiche che Gattuso vuole utilizzare come stimolo e non per bacchettare i giocatori. A San Siro attesi gli Stati generali del Milan: in tribuna il presidente Scaroni, i vertici di Elliott, Leonardo, Maldini e lo stagista Kakà.
Qui Roma. No ai processi, sì al cambiamento. Eusebio Di Francesco detta la linea dopo l'inatteso 3-3 interno con l'Atalanta. Il tecnico della Roma non ci sta a veder subito criticata la sua squadra, ma ammette che col Milan servirà un'altra Roma. «Dobbiamo evitare i tanti errori che ci sono stati, per questo il titolo più bello che mi piacerebbe leggere dopo la gara è: “Grande risposta della Roma”».
Novità tattiche all'orizzonte. Il 4-3-3 dovrebbe infatti essere accantonato per fare spazio al 4-2-3-1 con De Rossi e Nzonzi dal 1’ (e con Karsdorp al posto dell'infortunato Florenzi), anche se Di Francesco preferisce non dare vantaggi a Gattuso. «Non svelerò niente, ma la premessa quando si parla di sistema di gioco è che va a farsi friggere quando i calciatori non mettono in campo determinazione e attenzione». Poi fa autocritica. «Chi non osa non sbaglia mai, e io sono qua per prendermi le mie responsabilità». Ma anche per difendere il gruppo. «Neanche io mi aspettavo una prestazione del genere con l'Atalanta, ma si sta facendo già un processo generale a come può essere l'annata». Poi Eusebio si pente per il pugno tirato alla panchina. «Un grande errore. Ne ho pagato le conseguenze (mostra la mano sinistra operata, ndr) e mi è servito da lezione». La chiusura è su Strootman. «Aveva il desiderio di fare una nuova esperienza. Io non trattengo nessuno perché per me viene prima di tutto la squadra».
LE FORMAZIONI
MILAN (4-3-3): G. Donnarumma; Abate, Caldara, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Bonaventura; Suso, Higuain, Calhanoglu. Allenatore: Gattuso.
ROMA (4-2-3-1): Olsen; Karsdorp, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Nzonzi; Under, Pastore, El Shaarawy; Dzeko. Allenatore: Di Francesco.