Di Francesco non basta e il Lanciano affonda

10 Aprile 2016

La Virtus Entella fa il colpo al Biondi, rossoneri alla terza sconfitta di fila

LANCIANO. La terza sconfitta consecutiva fa male. Innanzitutto la classifica della Virtus Lanciano torna ad essere decisamente brutta da vedere, anche in vista della probabile penalizzazione attesa in settimana. Ma soprattutto perché contro la Virtus Entella al Biondi ci si aspettava tutt’altro tipo di gara dopo la bella prova di Crotone. I rossoneri perdono e perdono male: gli ospiti meritano il successo perché giocano meglio e con continuità durante l’arco dell’incontro, e vanno alla conclusione almeno il doppio delle volte rispetto ai padroni di casa.

Pessima la partenza della squadra di Maragliulo, che dopo un brutto primo tempo offre una ripresa mediocre. Come se non bastasse, ammonizioni ed espulsioni tra sette giorni costringeranno ad andare a Latina senza Aquilanti, Amenta e Bacinovic.

L’avvio è subito in salita: angolo di Cutolo, Cragno ci mette una pezza sull’inzuccata di Iacoponi ma non su Pellizzer. I dieci minuti iniziali, gol a parte, sono da incubo: Lanciano sbaglia tanto in fase di copertura e tutto in impostazione; fatica a ripartire e a contenere i fraseggi dei liguri che un passaggio alla volta manovrano troppo spesso e troppo pericolosamente al limite dell’area. In pochi giri di lancette cambia un po’ tutto: i rossoneri cominciano a giocare, pioggia e tuoni scendono sul Biondi, Maragliulo deve sostituire Rigione con Di Filippo e, particolare non indifferente, Di Francesco pareggia i conti. Ma è un fuoco di paglia o poco più, anche perché lo stesso Di Francesco (seguito in tribuna da un osservatore della Juve) non si vede più di tanto in seguito.

L’undici di Maragliulo comunque ci prova, ma quello di Aglietti è maggiormente determinato quando affonda, e lo dimostra con la rete del raddoppio: fa tutto Caputo, che arriva sul fondo e serve su un piatto d’argento l’assist dell’1-2 a Cutolo, il compagno di reparto che realizza la sua seconda rete stagionale.

Che ci sia qualcosa che non funziona in difesa è evidente, ma il centrocampo non va meglio. Essenzialmente non si rilevano errori individuali troppo evidenti: i solisti non steccano, ma l’orchestra nel complesso non intona la sinfonia ideale. L’inerzia della gara sorride ai biancocelesti: sbagliano poco e hanno meno difficoltà a far male, e non disdegnano le conclusioni da fuori area che in un paio di occasioni impegnano Cragno; la stessa soluzione dalla distanza la Virtus Lanciano riesce a trovarla, senza fortuna, in una sola occasione: segno che lo spazio lasciato ai rossoneri è inferiore, perché la formazione di Chiavari occupa il campo in maniera più ordinata. Non è un caso se dopo 45 minuti il computo dei corner sia 1-7, il primo e unico tiro dalla bandierina i ragazzi di Maragliulo lo conquistino al 34’, e l’unica parata seria di Iacobucci è su un’incursione di Marilungo una decina di secondi prima del riposo. Si torna in campo e sembra subito di vedere un’altra Virtus Lanciano, ma che sarà un arrembaggio è solo un’impressione: di certo non è la partenza da incubo della precedente frazione di gioco, ma in ogni caso non è neanche la miccia che cambia radicalmente volto alla partita. Maragliulo prova ad aumentare il potenziale offensivo con l’innesto di Bonazzoli, ma i rischi per la porta ligure si contano sulle dita di una mano. Quella più pericolosa è il palo di un Vitale tutt’altro che brillante con un tiro da fuori; dall’altro lato gli ospiti vanno al tiro una decina di volte, in alcuni casi anche a tu per tu con Cragno. La partita si accende nel finale, tra le folate disperate dei padroni di casa e un rigore per fallo su Turchi reclamato con forza, che contribuisce ad accendere il clima acceso: le ammonizioni, più l’espulsione di Bacinovic, si registrano tutte a partire dal 26’ del secondo tempo. La veemenza e l’agonismo non portano pane a casa: la Virtus Entella controlla bene e i frentani fanno i conti con un preoccupante tris di ko.

Andrea Rapino

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