Di Francesco ordina una notte da sogno

«Per la legge dei grandi numeri il miracolo può accadere»
ROMA. Un miracolo figlio della legge dei grandi numeri. Il Barcellona sconfitto ed eliminato dalla Roma in Champions League sarebbe questo per Eusebio Di Francesco. Il tecnico giallorosso sa bene che si tratta di uno scenario irrealistico dopo il ko per 4-1 subito al Camp Nou, «ma perché non crederci fino alla fine?».
«Siamo sotto di 3 gol, sarà sicuramente una impresa difficilissima, ma abbiamo il dovere di provarci», sottolinea alla vigilia del ritorno dei quarti in programma questa sera (ore 20,45 diretta tv su Canale 5). «Speriamo di fare qualcosa di veramente impensabile, un miracolo, per questo manderò in campo la migliore formazione senza pensare al derby».
La Lazio insomma può attendere, prima c'è l'impegno coi blaugrana. «Dobbiamo onorare i colori che indossiamo. I 60 mila dell'Olimpico? Al di là del pubblico dobbiamo sempre giocare al meglio per questa maglia. Dobbiamo fare una grandissima prestazione emotiva, fisica, tecnica. Il pubblico sarà l'arma in più ma dovremo essere noi a trascinarli». L'arma in più degli spagnoli è invece un certo Leo Messi. «Dopo la gara d'andata tutti dicevano che non era in condizione, poi nel week end ha fatto subito tre gol e questo fa capire che siamo stati bravi noi a limitarlo. E dovremo cercare di farlo anche domani (stasera, ndc)», spiega Di Francesco, che ricorda il positivo precedente casalingo in Champions col Chelsea «finito in un certo modo». Ovvero con un 3-0 che vorrebbe tanto rivedere domani per realizzare l'impossibile. «Il Barcellona non ha mai perso, ma per la legge dei grandi numeri magari capita che ne perda una e ci auguriamo che sia proprio questa. Certo, affrontiamo un'armata sotto tutti i punti di vista», ammette il tecnico abruzzese, evidenziando la mentalità vincente catalana «creata negli anni, non in 5-6 mesi. Qui si è vinto pochissimo, quindi questa mentalità non c'è mai stata. Bisogna crearla col tempo, dando continuità al lavoro». Che passa anche attraverso risultati come quello dell'andata in cui la Roma «ha pagato i propri errori, dovremo ricordare che la cosa più importante prima di tutto è non prendere gol per mantenere in bilico la partita». Partita in cui ritrova Under, ma non Perotti: «Non ci sarà, speriamo recuperi in tempo per il derby ma è difficile. Schick? Potrebbe trovare spazio». A gara in corso per dare una mano in caso di remuntada ancora aperta o per dare il cambio a Dzeko nel caso in cui il discorso fosse già chiuso. In mezzo al campo invece ci sarà Nainggolan, assente al Camp Nou.
«Non so che percentuali abbiamo di ribaltare il risultato, ma speriamo di fare qualcosa di importante. Dipenderà da noi, alla fine conta fare gol, dovremo metterci nelle condizioni di poter far male al Barca» le parole del belga che sogna un trofeo nella Capitale: «Non ho mai vinto nulla, ma ho sempre giocato per vincere, e a volte preferisco prendere la via più difficile. Sarebbe troppo facile farlo in una squadra vincente, per me invece è più importante essere protagonista di un progetto e cercare di vincere in una squadra magari meno favorita. Ho scelto questa piazza anche per questo, prima o poi bisogna vincere qualcosa di importante, Roma se lo merita».
E il Barcellona? «Non speculeremo sul risultato dell'andata», ha detto l’allenatore Valverde. «Dobbiamo affrontare la partita non pensando che abbiamo già vinto. Certo abbiamo registrato un buon risultato al Camp Nou - ammette il tecnico ricordando il 4-1 - abbiamo un vantaggio, ma dobbiamo giocare come se fossimo sullo 0-0».
LE FORMAZIONI
ROMA (4-3-3): 1 Alisson; 24 Florenzi, 44 Manolas, 20 Fazio, 11 Kolarov; 4 Nainggolan, 16 De Rossi, 7 Pellegrini; 17 Under, 9 Dzeko, 92 El Shaarawy. Allenatore: Di Francesco.
BARCELLONA (4-4-2): 1 Ter Stegen; 2 Semedo, 3 Piqué, 23 Umtiti, 18 Jordi Alba; 11 Dembele, 4 Rakitic, 15 Paulinho, 8 Iniesta; 10 Messi, 9 Suarez. Allenatore: Valverde.
Arbitro: Turpin (Fra).

