Di Francesco: Pescara, ti rialzerai

Domani la coppa, parla il tecnico del Sassuolo. Maio: «Derby-beffa, ma il Lanciano mi piace»
di ROCCO COLETTI
Che domenica! Più che mai densa di emozioni, ma, al tirar delle somme, non è cambiato nulla nella lotta al vertice. La Juventus e la Roma hanno schivato due belle trappole e continuano a fare il bello e il cattivo tempo in serie A. I bianconeri hanno tremato davanti al Torino. Non hanno giocato bene, ma hanno vinto il derby della Mole nel modo più feroce, segnando il gol decisivo a pochi secondi dalla fine. Di quelli che inebriano di felicità chi vince, gettando nello sconforto chi perde, indipendentemente da come si è sviluppata la partita. E da quella galoppata di 78 metri di Bruno Peres che aveva spezzato il tabù del gol dei granata nel derby durato 12 anni. In quella conclusione dai 26 metri di Andrea Pirlo c’è anche lo spirito della Juve: “fino alla fine”. Uno spirito, un motto che non è mutato con l’addio di Antonio Conte e che lo “zoccolo duro” dello spogliatoio conserva gelosamente. E’ arrivata la 25ª vittoria di fila allo Juventus Stadium che risarcisce la Vecchia Signora della sconfitta di Genova maturata all’ultimo minuto. Si è chiuso un novembre da sballo per la Juve che ha sempre vinto. Ma la Roma non molla: soffre, ma tiene il passo. L’Inter rimonta due volte, ma i giallorossi hanno nelle corde tanta qualità e giocate superiori alla media che riescono a mascherare anche il momento non brillante sul piano del gioco. E’ comunque un poker che ridà fiato a Garcia dopo il pari-beffa di Mosca. All’orizzonte ci sono Fiorentina-Juve (venerdì) e Roma-Sassuolo (sabato): il duello continua!
Dopo oltre un mese e mezzo è tornato a sorridere il Milan. E il buon Pozzo, patron dell’Udinese, se l’è presa con l’arbitro: d’altronde con Valeri c’era un conto aperto da tempo e gli episodi di San Siro hanno alimentato l’astio. Resta il fatto che l’uso della tecnologia per il gol-non gol resta una necessità impellente.
Infine, il Cagliari di Zeman: è l’unica squadra in serie A a non aver mai vinto in casa. E ha preso quattro gol dalla Fiorentina. Come se non bastasse ha anche rilanciato l’attaccante Mario Gomez che non segnava da 259 giorni. No, non ci siamo proprio caro boemo. Indipendentemente dal gioco. Undici punti sono troppo pochi, la Sardegna aspetta ancora l’effetto-Zeman.
. @roccocoletti1
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